Crescentino, spara al suo medico
15 gennaio 2010
Era in cura da uno psichiatra: «Mi faceva passare per matto»
«Quello psichiatra mi voleva far passare per matto… così gli ho sparato». Sarebbero state più o meno queste le prime parole riferite da Antonio Maida, 55 anni, residente in via Livorno, che giovedì mattina ha sparato 9 colpi di pistola alla gambe del suo psichiatra subito dopo una visita domiciliare. Illeso l’infermiere che accompagnava il medico. Maida è in cura dal mese di maggio dal dottor Pietro Rasicci, 58 anni, psichiatra residente a Torino, ma in servizio all’Asl di Chivasso. Come avveniva ormai da mesi, il medico, accompagnato da un infermiere, intorno alle 11,30 si è presentato nell’abitazione di Maida per la visita di rito e per effettuare la cura che consisteva in una serie di iniezioni. Cosa sia esattamente accaduto è in fase di ricostruzione da parte dei carabinieri di Crescentino e Vercelli, al comando del capitano Matteo Orefice, ma sta di fatto che quando il medico era ormai uscito in giardino, il paziente ha afferrato una pistola calibro 9 Luger di fabbricazione cecoslovacca e ha esploso contro il medico 9 colpi, andati quasi tutti a segno. La scena è avvenuta sotto gli occhi del fratello di Maida che, dopo averlo calmato e disarmato, lo ha accompagnato nella caserma dei carabinieri di Crescentino per costituirsi. E’ probabile che l’arma da fuoco, che presenta la matricola abrasa, sia stata acquistata sul mercato nero di Torino.
Intanto l’infermiere, dopo aver allertato i colleghi del 118, ha subito tamponato le numerose ferite che hanno provocato le fratture di entrambe le gambe al medico, evitandogli così di perdere una ulteriore quantità di sangue che, probabilmente, gli sarebbe costata la vita. All’arrivo dell’ambulanza lo psichiatra è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Chivasso dove i colleghi hanno emesso un bollettino medico: «Al momento del ricovero il paziente versava in condizioni cliniche critiche ma con parametri vitali conservati. Qui è stato stabilizzato e sottoposto ad accertamenti diagnostici che hanno confermato la necessità di un immediato trasferimento all’ospedale Mauriziano».
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