Tradito da una cicatrice sul labbro

11 giugno 2009

Riconosciuto dall’anziana che aveva derubato

Lo ha tradito una cicatrice sul labbro. Questo particolare, infatti, era rimasto ben impresso nella mente della donna di 81 anni che l’uomo, insieme a un complice, aveva derubato. Ci sono voluti quasi sei mesi di indagini, da parte della terza sezione della squadra mobile di Vercelli, compreso un riconoscimento visivo. Ma alla fine, la polizia ha arrestato, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere, un torinese: Giuseppe Cena, 36 anni, residente a Carmagnola (To). Stesso provvedimento nei confronti del suo complice, che è ancora ricercato.
Il raggiro di cui è stata vittima l’anziana vercellese di 81 anni, risale al 20 dicembre 2008. La donna sta rincasando, quando viene avvicinata da un individuo in tuta grigia: «Buon giorno signora - le dice il finto operaio di Atena - dovrei controllare i numeri del suo contatore del gas». L’anziana non fa nemmeno in tempo a rispondere: l’uomo si è già infilato nel suo appartamento. Intanto arriva anche un carabiniere che le dice: «Abbiamo appena arrestato un marocchino che ha compiuto un furto dal suo vicino di casa. Potrebbe controllare che nel suo alloggio non sia stato portato via nulla?». Ingenuamente la donna accompagna il (finto) carabiniere nella stanza da letto: e apre i cassetti dove ha ritirato i soldi, il bancomat e una catenina in oro. Proprio in quel momento l’operaio la chiama: «Signora, dovrebbe venire in cucina, davanti al contatore c’è un mobiletto da spostare». E lei va… così il gioco è fatto. Anzi il furto. Solo a quel punto, la donna si rende che qualcosa nell’atteggiamento dei due era strano e corre in camera da letto. E’ tutto sparito: i soldi, 420 euro in contanti, il bancomat, la catenina.
Non resta che chiamare la polizia. «La signora - spiega il vice questore aggiunto Mauro Patera, dirigente della squadra mobile cittadina - è stata fortunatamente in grado di fornirci una descrizione abbastanza dettagliata dei due truffatori. In particolare, ricordava quel segno, una cicatrice, sul labbro dell’operaio».
Cena, noto alle forze dell’ordine fin dal 2006, è stato subito riconosciuto attraverso le foto segnaletiche della questura. Poi nel corso delle indagini è stato sottoposto a “ricognizione di persona”, in sede di incidente probatorio, in tribunale: dove si è recato, su invito della polizia, assistito dal suo avvocato.
A questo punto, il giudice per le indagini preliminari del tribunale cittadino, Potito Giorgio, ha disposto l’ordine di custodia cautelare nei confronti sia di Cena sia del suo complice, così come richiesto dal procuratore capo Giorgio Vitari.
L’arresto è stato effettuato l’altro giorno: la polizia ha rintracciato il truffatore, all’alba, nella sua abitazione di Carmagnola. Ora è rinchiuso nel carcere di Torino.

Categorie: Vercelli

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