Sono piccole accortezze, che, condite da un po’ di fantasia, permettono, dietro ai fornelli, di risparmiare tempo ma soprattutto denaro. E, in tempo di crisi, c’è di sicuro maggiore attenzione nell’evitare acquisti (e sprechi) di cibo, destinato a finire nella spazzatura.Marina Sambonet e Antonio Rigoni, vercellesi con la passione culinaria, sono i docenti del corso “La cucina del giorno dopo. Ricreare nuovi piatti senza sprecare”, proposto dall’Università Popolare. «Un bravo cuoco - esordisce Marina Sambonet, che già negli anni ’80 proponeva corsi basati sulla sua passione ed esperienza in cucina - deve saper ricreare dagli avanzi un piatto nuovo, che naturalmente non tradisca le proprie origini». Non è una... ministra riscaldata, dunque, quello che propongono i due esperti vercellesi. E, se si tratta di risparmiare, Rigoni, postino in pensione, fa subito una premessa. «L’antipasto è contro la filosofia del mangiare spendendo poco e bene. E’ tipico di chi a tavola si rimpinza e non bada troppo al portafoglio, dal momento che è costituito da più prodotti, di solito piuttosto costosi». Così, dovendo suggerire il menù per una cena i cui avanzi possano essere “riciclati” il giorno dopo, Rigoni propone piatti propri del vercellese: risotto bianco, una grattata di grana padano, un secondo di bollito e pollo, contorno di spinaci, patate saltate al forno e un’insalata. Chi punta alla qualità per la cena (sei persone) può arrivare a spendere intorno ai 44 euro, chi invece pensa al portafoglio ne sborserà solo 25. «Immaginate di aver avanzato un po’ di tutto - dice Rigoni -. Quali miracoli si possono attuare? Prendete il risotto, schiacciatelo in una padella, con poco olio, e poi fatelo dorare, come se fosse una frittata rovesciatelo e fatelo cuocere dall’altra parte: otterrete così un tortino di riso».Altra alternativa pratica e gustosa è quella proposta da Marina Sambonet: «Fate delle palline di riso, riempitele con l’avanzo di spinaci e formaggio da grattuggiare, passatele nell’uovo e poi nel pan grattato e friggetele in molto olio. Pochi minuti e gli arancini sono serviti senza spendere altro denaro». E per la carne? «Sminuzzate il bollito avanzato - suggerisce l’esperta di cucina -; se avete in casa carne trita potete aggiungerlo e ottenere un ragù più corposo, in Toscana, ad esempio, lo uniscono al ragù di lepre, oppure potete tagliarlo a pezzettoni, saltarlo in padella con gli avanzi delle patate, aggiungere un po’ di sugo di pomodoro, sale e pepe. Mentre con il pollo si può fare un’insalata condita con maionese e a qualche sedano». Quanto pane finisce nel secchiellino dell’umido. Invece, con alcuni semplici passi, si possono ottenere piatti tipici della cucina toscana. Ad esempio la pappa al pomodoro, una ricetta che Marina ha scovato in un vecchio ricettario. «Si spende davvero poco: servono pane raffermo, pomodori pelati, aglio, olio e basilico. Si fa tostare il pane, si strofina con spicchi di aglio, si prende la passata, e dopo averla fatta cuocere, si fa cadere sulle fette di pane. Si aggiunge brodo vegetale, sale e pepe e si fa cuocere al forno per 40 minuti».