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Cronaca

15-04-2020 06:43

Come ripartire: 'Un miliardo di mascherine, test rapidi e app per evitare luoghi affollati'
Dal Piemonte un vademecum per ripartire in sicurezza
 
Un miliardo di mascherine al mese, nove milioni di litri di gel igienizzante, 456 milioni di guanti, 2,1 milioni di termometri. È il fabbisogno dei lavoratori per far uscire l'Italia dal lockdown e continuare contemporaneamente la lotta al Coronavirus. I dati emergono dal vademecum che la Regione sta curando insieme a 80 esperti delle Università piemontesi e dei centri di ricerca, coordinati dal Politecnico di Torino.

"Invieremo questo documento al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, mettendo a disposizione del Paese il lavoro di studio che testeremo su un campione di realtà del territorio che si sono già rese disponibili - anticipa il presidente della Regione, Alberto Cirio - Abbiamo bisogno che le nostre imprese ripartano ma è fondamentale che lo facciano in sicurezza perché non si vanifichino tutti gli sforzi messi in campo finora". Le parole del governatore arrivano a stretto giro di posta dalla lettera ricevuta da Confindustria. "Tutte le aziende del Piemonte devono riaprire lunedì 4 maggio. Prima ci dovrà essere una fase sperimentale che dovrà scattare il più rapidamente possibile" ha scritto il presidente, Fabio Ravanelli. "Bisogna riaccendere il motore del Nord Ovest" chiedono gli imprenditori perché il lockdown sta costando 10 miliardi al mese (approfondisci qui).

Il rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco, aggiunge che “la riapertura sarà un elemento chiave per la competitività delle aziende italiane, se non per la loro stessa sopravvivenza, specialmente nel caso delle piccole e medie imprese ma la protezione è irrinunciabile". Secondo Confindustria il modello da seguire è l'accordo firmato da Fiat Chrysler che ha coinvolto il virologo Roberto Burioni: prevede la pulizia, l'igienizzazione e la sanificazione degli ambienti, la revisione delle postazioni per garantire la distanza di un metro fra i lavoratori, l'installazione di barriere di protezione e la concessione dello smart working a chi può lavorare da remoto.

Il rapporto degli 80 esperti fornisce istruzioni su come gestire ingressi, turni e spazi: dalla distanza interpersonale da adottare in relazione alle superfici dei locali, all'organizzazione degli ingressi e degli spazi grazie anche all'adozione di dispositivi di monitoraggio non invasivo nel rispetto della privacy, alla suddivisione dei lavoratori in squadre. Punti chiave saranno: le mascherine, la garanzia del distanziamento, l’igiene e la sanificazione dei luoghi. Da potenziare l’impiego di diari online per il tracciamento, metodi di screening diagnostico rapidi, economici e applicabili in larga scala. E ancora: formazione online, app per evitare di recarsi in luoghi nei quali già ci sono assembramenti, sistemi di simulazione degli spazi e dei flussi, ricorso alla realtà virtuale.

Il vademecum consiglia poi l'uso di mezzi di trasporto singoli come biciclette e scooter elettrici, con aree di parcheggio dedicate, e sistemi di trasporto aziendale a navette. Infine si suggerisce anche il supporto psicologico per il rientro al lavoro.

Matteo Gardelli


















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