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, 4 December 2020

ore 11:36

Cronaca

15-04-2020 07:28

Vercelli, casa di riposo: la Procura indaga anche per omicidio colposo
Si continua a procedere (per ora) a carico di ignoti
 
Per i fatti della casa di riposo di Vercelli la Procura indaga anche per omicidio colposo.

Il fascicolo, aperto circa una decina di giorni fa, comprende già anche un'altra ipotesi di reato: epidemia colposa. La magistratura inquirente (per ora) procede a carico di ignoti. Nessuno è ancora stato infatti iscritto nel registro degli indagati. Il titolare dell'inchiesta è il sostituto procuratore Davide Pretti. Le indagini sono affidate ai carabinieri dei Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell'Arma. Dal primo marzo sono morte oltre 40 persone. Nessuno a oggi può dire con certezza di prova se tutti questi decessi sono o meno riconducibili al Coronavirus. Gli inquirenti vogliono appurare se è stato fatto tutto il possibile per la sicurezza, se sono stati rispettati tutti i parametri previsti dalla legge e anche se l’evento era prevedibile e prevenibile.

I fatti

È il 12 marzo. Un paziente diabetico viene accompagnato all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli per la dialisi. Durante il ciclo la temperatura interna dell’uomo inizia a salire. Il personale sanitario si insospettisce e decide quindi di eseguire un tampone ed effettuare un esame radiologico. Insomma: due test cruciali per chi rientra nei parametri dell’Oms di caso sospetto di Coronavirus. Terminata la dialisi, l’anziano viene rimandato in piazza Mazzini dove si attivano i protocolli di sicurezza. L’uomo, che oggi ha un buon quadro clinico, viene posizionato in una stanza isolata dove entra ed esce il personale e solo per poche volte al giorno per accudirlo. Il 14 marzo arriva l’esito del tampone: è positivo al Coronavirus. La sera del 19 marzo, durante il 'giro serale' del personale sanitario, suona l’allarme in piazza Mazzini: alcuni pazienti hanno la febbre e la saturazione bassa. La casa di riposo chiede all’Asl: 'Venite a fare i tamponi'. L’Azienda sanitaria locale, però, non manda ancora nessuno a prelevare i tamponi. Il 27 marzo la casa di riposo 'dà l’ultimatum'. Un primo intervento del Servizio di igiene e sanità pubblica viene realizzato il 31 marzo. I tamponi prelevati sono una ventina. Il 4 aprile viene poi fatto a  tutti. I risultati: 46 positivi e 39 negativi.

La sequenza dei morti

Dal 2 all’8 marzo ci sono due decessi all’interno della struttura di piazza Mazzini. Dal 9 al 15 marzo, poi, si registra un morto. Dal 16 al 22 marzo i decessi sono 3. Il picco dei morti, in casa di riposo, comincia dopo il 22 marzo, tre giorni dopo il giro visite che aveva fatto scattare l’allarme. I morti totali, dal primo marzo, sono oltre 40. Tutti per Coronavirus? Impossibile a oggi dirlo con certezza di prova.   

L’esposto in Procura

Fra il 23 e il 25 marzo alcuni consiglieri di minoranza vanno in Procura e depositano un esposto. In piazza Amedeo IX si sono presentati anche alcuni familiari delle vittime.

I reati ipotizzati

L'omicidio colposo consistente nella "soppressione di una vita umana ad opera di una persona in conseguenza di un fatto a lei imputabile, ma compiuto senza intenzionalità". L'epidemia colposa vuol dire che "il contagio è causato dalla negligenza e l’imprudenza del colpevole". Gli inquirenti vogliono dunque appurare se è stato fatto tutto il possibile per la sicurezza, se sono stati rispettati tutti i parametri previsti dalla legge e anche se l’evento era prevedibile e prevenibile.

Matteo Gardelli


















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