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Cronaca

13-02-2013 09:00

Una targa ricorderà Leonida Robbiano
E' stato uno dei più grandi piloti di aereo nell’epoca pionieristica
 
Ridare dignità al trasvolatore vercellese Leonida Robbiano. Lo aveva chiesto “La Sesia” martedì scorso, e il sindaco Corsaro ha raccolto l’appello. Dice il primo cittadino: «Letta la vostra perorazione, sono andato subito a sincerarmi se, sulla targa che identifica lo stadio Silvio Piola, sia possibile aggiungere “già Leonida Robbiano” e penso proprio che si possa fare: sottoporrò l’idea a chi potrà metterla in pratica». Martedì scorso avevamo fato notare come, una volta cancellato dallo stadio, il nome di Robbiano fosse di fatto sparito dalla città, anche perché il monumento che gli fu dedicato l’anno successivo alla morte (e cioè nel 1934) all’aeroporto Del Prete è ormai in rovina. Allievo e amico di Francis Lombardi, Leonida Robbiano è stato uno dei più grandi piloti di aereo nell’epoca pionieristica del volo. Ai comandi del suo “Breda 33”, opportunamente modificato, nell’aprile del 1933, egli tentò un’impresa che sarebbe stata memorabile: battere il record di trasvolata intercontinentale che l’inglese Scott aveva stabilito volando da Londra a Sydney in 8 giorni, 20 ore e 49 minuti. Robbiano era determinatissimo. Partito da Londra, fece una prima tappa all’aeroporto della sua Vercelli (senza immaginare che non l’avrebbe più rivista) e poi anche a Bari. Si diresse quindi verso in continente asiatico e lì ebbe i primi inconvenienti meccanici; li risolse ma, per riprendere a pieno ritmo la tabella di marcia che si era prefisso, rinunciò alle indispensabili ore di sonno. Lo stava seguendo la stampa di tutto il mondo. La mattina del 15 aprile 1933, mentre stava sorvolando l’isola di Sandwip (come ricorda il documentatissimo Grande Libro della Pro Vercelli di Tacchini, Sala e Casalino), vicino a Calcutta, l’aereo precipitò sulle rive del Gange. Si parlò di un guasto meccanico, di una tempesta monsonica, ma anche della stanchezza del pilota. I resti del Breda vennero recuperati, non così il corpo di Robbiano. L’anno successivo, gli venne innalzato il monumento all’aeroporto (oggi la stele, pericolante e transennata, è ricoperta di rami e rovi) e gli fu intitolato il nuovo stadio comunale, che è rimasto "Leonida Robbiano" fino al 6 dicembre 1997, quando venne dedicato a Piola. L’iniziativa del sindaco contribuirà a non cancellarlo per sempre dalla memoria dei suoi concittadini.






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Cartoline - Dalla campagna Vercellese

Andrea Cherchi

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