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Provincia

18-07-2014 16:00

Discarica di Alice: entro il 31 luglio il piano
Per la messa in sicurezza: le infiltrazioni rischiano di inquinare le falde
 
Entro il 31 luglio “Alice Ambiente” deve presentare alla Provincia e gli altri enti con competenze in materia, un progetto di messa in sicurezza permanente della discarica “finalizzato al controllo, al contenimento e al confinamento della sorgente di inquinamento, corredato da sistemi attivi di bonifica della falda sia per l’ammoniaca sia per i metalli”. E’ quanto prescrive - attraverso una determina firmata da Pietro Gaetano Vantaggiato, dirigente del settore Tutela Ambientale - la Provincia di Vercelli nel tentativo di arginare il rischio di contaminazione da percolato delle falde acquifere a valle dell’impianto. Il progetto deve anche contenere indicazioni sul ripristino dei pozzi di estrazione del percolato collassati a causa dell’eccessivo peso dei rifiuti stoccati, sulla costruzione di nuovi pozzetti e di punti di controllo del biogas e sul monitoraggio che dovrà essere effettuato (“presumibilmente per un lungo periodo di tempo”, si legge nel documento) una volta ultimata la copertura della discarica. L’atto della Provincia va anche a modificare la qualità dei rifiuti che possono essere ancora stoccati ad Alice. Si è deciso infatti di spargere materiale più leggero che dovrebbe consentire un miglior assestamento di ciò che è già stato portato in discarica, modificando anche la tipologia di rifiuto. Entro 60 giorni dalla notifica del presente provvedimento, inoltre, Alice Ambiente, deve depositare e trasmesse alla Provincia di Vercelli e alla Regione Piemonte specifiche appendici alle polizze fideiussorie in essere “al fine di allinearle con l’attuale quadro autorizzativo di messa in sicurezza permanente” si legge del provvedimento di Vantaggiato: le cifre non sono indicate, ma quella della fidejussione era una garanzia richiesta da diversi sindaci della zona come forma di autotutela. Sull’impianto, intanto, è ancora in corso l’inchiesta aperta dalla Forestale e la Procura ha disposto un incidente probatorio, incaricando alcuni periti di verificare se le perdite di percolato hanno causato danni permanenti alle falde da cui attingono gli acquedotti della zona.


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Barbara Mondini

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