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Sport

05-10-2011 14:38

"Gli anni d'oro con Montico"
Alandi: La Pro e il Casale ci invidiavano
 
«Gli anni con Antonio Montico sono stati quelli di massimo sviluppo del settore giovanile del Trino».
Guido Alandi ricorda con piacere quelle stagioni e ci dice che «preferisco parlare di settore giovanile e tralasciare il football degli adulti, quello è un discorso chiuso da tempo».

Partiamo dal Guido Alandi calciatore.
Nella stagione 1965/66 militavo negli Allievi della Voluntas Trino e nel finale della stagione la prima squadra ebbe un tracollo così dovemmo scendere noi in campo con tre o quattro “anziani” che avevano accettato di finire il campionato. Ovviamente perdemmo tutte le restanti tre partite. La mia carriera di calciatore però finì lì.

Parliamo, invece, del suo grande colpo del settore giovanile.
Morando e Vannelli mi chiamarono a dirigere il vivaio e mi diedero ampio spazio gestionale. All’inizio degli anni Ottanta riuscii a portare a Trino l’ex juventino Antonio Montico (che aveva lasciato il vivaio della Pro Vercelli) che per cinque-sei anni diede una grande impronta al settore giovanile del Trino. Arrivammo ad avere nove squadre. Tutte la categorie erano coperte e disputavamo i campionati regionali. Eravamo invidiati da Pro Vercelli e Casale. E’ stata una grande soddisfazione per me aver creato quel piccolo gioiello.

Cos’era che lo faceva funzionare così bene?
C’era un bellissimo rapporto con i genitori. I collaboratori erano ottimi a partire dal professor Vittorio Tricerri. Personalmente ho sempre preferito le categorie Giovanissimi e Allievi perché sono quelle che mostrano il maggior sviluppo dei ragazzi nel percorso del settore giovanile. La preparazione tecnica impartita da Montico fu eccezionale».

Si ricorda quali furono i ragazzi che ottennero maggior successo?
Furono tanti. Da Roberto Gioia ai gemelli Enrico e Marco Gardano, mio figlio Fabrizio, Cristiano Arnaudi. Ma erano veramente molti i nostri giovani calciatori di qualità e infatti erano tutti nel mirino di Pro Vercelli e Casale.

Cosa ricorda, dal punto di vista tecnico, con maggior piacere di quegli anni?
La qualità che la gestione Montico fece uscire. Lui puntava sui fondamentali del calcio: la cosa basilare.

Oggi, invece...?
Si fa fatica a capire cosa gli allenatori vogliano insegnare ai ragazzi e poi si punta troppo sulla corsa, sulla fisicità e poco sulla tecnica e sulla qualità. I settori giovanili di oggi sono calati molto sotto l’aspetto qualitativo.

Una sua grande soddisfazione.
La più bella è senza dubbio quella di un torneo internazionale a Fenis. La prima squadra del Trino perse la sua partita di campionato, ma noi trionfammo in Valle d’ Aosta contro svizzeri e francesi più vecchi di uno o due anni. Tornammo a casa con un Trofeo splendido. Quel giorno ancora adesso per me resta indimenticabile.

Morando e Vannelli erano contenti del lavoro da lei svolto?
Naturalmente erano soddisfatti di vedere tutte le squadre del settore giovanile trinese primeggiare nei rispettivi campionati e tornei.

Dovesse citarci alcune persone che le sono rimaste a cuore?
Senza dubbio Antonio Montico che fu una scelta più che azzeccata e si dimostrò sempre un uomo di una correttezza esemplare. Non posso non ricordare il professor Vittorio Tricerri. Da solo reggeva tutto il settore giovanile per quanto concerne il lavaggio delle maglie da gara e la parte organizzativa. Ma tutti i collaboratori di quegli anni e dei successivi sono stati eccezionali. C’era una bella amicizia che ci legava.

Alandi, però, cita anche un episodio più recente che coinvolse la prima squadra.
Quando riuscimmo a portare cinquecento trinesi a Castellazzo Bormida nella partita decisiva del campionato di Promozione. Vincemmo e salimmo in Eccellenza. Una gioia pazzesca.

Del calcio attuale cosa pensa?
Meglio non parlarne troppo. Comunque mi sono divertito, da milanista, ad andare per dieci anni allo stadio a vedere il Milan di Sacchi e Capello, l’era di Van Basten e Gullit. Quello sì che era un calcio bello da vedere, appassionante e spettacolare.

Guido Alandi ha ancora intenzione di rientrare nel calcio?
No, ho chiuso definitivamente.


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