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09-11-2014 10:17

Pirovano, icona della generosità
Quando Chiappella lo nominò capitano dei viola - La sua Pro, prima di ogni cosa
 
“La Fiorentina ha un nuovo capitano: Giovan Battista Pirovano. Partito Kurt Hamrin i gradi sono passati proprio a Pirovano anche se, per anzianità «sociale», se li sarebbe meritati Enrico Albertosi. Ma, proprio perchè essere capitani è importante più di quanto si pensi, l’allenatore Chiappella ha ritenuto opportuno «eleggere» Pirovano, Perchè? E’ esperto, generoso, combattivo, serio e anche capace di far valere le sue ragioni con la massima educazione. Il che, sia chiaro, è molto, molto importante. Pirovano è un generoso. Verissimo. E’ l’aggettivo più adatto a qualificare un giocatore che, come lui, ha fatto dell’agonismo e della sofferenza atletica un modo di vivere e combattere”.
Così scriveva Sandro Picchi su “Alè Fiorentina” (mensile ufficiale dei tifosi viola) del settembre 1967. Il vercellese Giovan Battista Pirovano, a 30 anni compiuti, diventava dunque il capitano di una delle squadre di calcio più importanti d’Italia. Con La Fiorentina in precedenza aveva già disputato quattro campionati di serie A. La promozione di mister Chiappella per il nostro «Giuanas» (come amava farsi chiamare dagli amici) era uno straordinario riconoscimento.
“Bisognava essere felici per forza e anche orgogliosi - diceva Pirovano durante una lunga chiacchierata con chi scrive poi riportata nel capitolo a lui dedicato nel terzo volume di «Cronache leggendarie - Eroi dello sport vercellese» - Essere il capitano di una squadra come la Fiorentina, oltre a far piacere, comportava però anche un insieme di responsabilità non indifferenti. In squadra c’erano dei giovani bravi, bisognava a volte tenerli a freno, altre volte stimolarli. Poi c’era da vedersela con gli arbitri che cercavano sempre il capitano. E in questi casi occorreva anche un po’ di diplomazia”.
In tutto ciò sono descritte le doti di Giovan Battista Pirovano che ci ha lasciato nella mattinata di sabato 8 novembre all’età di 77 anni. Abbiamo appreso la notizia mentre ervamo in viaggio alla volta di Vicenza per assistere alla partita del campionato di serie B tra i veneti e la Pro Vercelli, la «sua» Pro Vercelli. Perchè Pirovano ha legato indissolubilmente la sua vita a quella delle bianche casacche. Ci commuoviamo ancora a scrivere quando il «Giuanas» ricordava il suo passaggio alla Pro.
“Io ero all’ospizio - raccontava - e nelle ore di scuola ero sempre irrequieto. In pratica mi facevo sempre cacciare fuori dalla classe. Prendevo il pallone e nel cortile mi mettevo a giocare da solo. Tiravo e ritiravo contro il muro. Li ho cominciato a prendere confidenza con la sfera di cuoio. Nel frattempo il Collegio era iscritto al campionato di Lega Giovanile e io facevo ovviamente parte della squadra. Mi piaceva giocare all’attacco, avevo un tiro formidabile e realizzavo caterve di gol. Mi notarono alcuni osservatori della Pro Vercelli. Di lì il salto nelle mitiche bianche casacche fu brevissimo. Nella Pro disputai alcuni campionati giovanili. Mi schieravano nel ruolo di mezzala e riuscivo sempre a segnare diverse reti. La mia vita cambiò perchè i dirigenti del club di via Massaua mi stavano vicino e mi curavano a dovere”.
“Cominciavo a crescere fisicamente - e quando diceva queste cose a Pirovano venivano gli occhi lucidi - e a mettere su qualche chilo: la prima bistecca la mangiai... alla Trattoria «Bel Giardino» dove mi mandarono in pensione insieme ad Angelo Martino Colombo”.
La generosità di Giovan Battista Pirovano era incalcolabile. Straordinaria. In diverse occasioni collaborò con le varie dirigenze della Pro Vercelli occupandosi soprattutto del vivaio. Negli anni Ottanta con gli amici Bruno Bellomo, Lino Garavelli e Giuseppe Moreo rilanciò il settore giovanile portando a Vercelli un istruttore eccezionale che rispondeva al nome di Giampiero Sandro. Nel 1991/92 la società di Ezio Rossi ascoltò il consiglio di Pirovano che portò sulla panchina dei bianchi l’ex idolo e bomber degli anni Settanta Paolo Tonelli. Nel 1998 l’ex viola fondò il Centro Sport Giovanile Pro Vercelli sulla scorta del rifacimento del campo «Luigi Bozino» di via Obbia. Un’operazione per la quale Pirovano si impegnò in prima persona esponendosi con aziende e imprenditori per rimettere in sesto un impianto al servizio dei giovani. Nell’estate del 2002 Pirovano venne nominato presidente onorario della Pro Vercelli su indicazione dell’allora «patron» Nino Prunelli. Nell’annata burrascosa 2003/2004 partecipa attivamente alle azioni di salvataggio per evitare il fallimento della società dei sette scudetti messe poi in pratica brillantemente dal Comitato SalvaPro. Nel 2003 Giovan Battista Pirovano diventa presidente dell’Associazione Veterani Pro Vercelli. Un sodalizio che ogni anno organizza la manifestazione «Bianche casacche per sempre» a scopo benefico.
Insomma, «Giuanas» è stato una bandiera fantastica. Per lui la Pro veniva prima di onìgni altra cosa e merita l’affetto dei tifosim, della città di Vercelli e di tutto il mondo dello sport. Grazie, grande amico.

Paolo Sala

2014 - Riproduzione riservata




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