Valerio Evangelisti lo ha definito un narratore nato.
Questo libro non è una novità editoriale, è uscito qualche mese fa, è anche passato un po’ inosservato, certamente non ha scosso i lettori come avrebbe dovuto. Ed è un peccato perché a Massimo Polidoro, che per Piemme è al sesto libro e nella vita è docente di psicologia dell’insolito all’ateneo di Milano-Bicocca, va il grandissimo merito di aver toccato un tema ancora scottante: quello dei manicomi psichiatrici. Ho pensato di parlare di “Marta che aspetta l’alba” (un titolo simbolico, bellissimo) perché mi capita spesso di tornare con la mente a una puntata di Presa diretta (una delle poche trasmissioni che ancora si occupano dei reali problemi del Paese) datata 20 marzo 2011. In tarda serata si mandavano in onda le immagini esclusive relative ai 1.500 condannati all’ergastolo bianco, cioè i ricoverati senza diritto alcuno nei 6 Ospedali Psichiatrici Giudiziari ancora funzionanti in Italia. Funzionanti per modo di dire dato il degrado e le condizioni assolutamente disumane in cui queste persone versano. Ecco, questo per dire che Polidoro – attraverso la drammatica storia di Marta, adolescente internata in un istituto psichiatrico per una pesante sbronza su pressione del cognato che se ne vuole liberare essendo lei rimasta tragicamente orfana di entrambi i genitori – racconta la drammaticità di quei luoghi (e quindi gli abusi, i maltrattamenti, l’elettroshock, il rapporto medico-paziente che si trasforma in aguzzino-vittima e via dicendo) prima che intervenisse Basaglia (siamo quindi nell’Italia degli anni ’70). Un nome che è il simbolo per eccellenza di chi ha speso ogni energia possibile per restituire dignità a quanti l’avevano ormai persa da tempo. Testimone diretta del prima, del mentre, del dopo (un dopo che arriva solo per alcuni, per moltissimi sarà ormai troppo tardi) è Mariuccia, una magliaia che ottiene un posto da infermiera nell’ospedale psichiatrico di Trieste ed è costretta a tenerselo stretto perché ha da mantenere la famiglia. È attraverso i suoi occhi che esploriamo l’orrore ed è attraverso la sua coscienza – piegata dall’obbligo ma consapevole che tutto quello con cui ha a che fare quotidianamente sia profondamente sbagliato – che ci commuoviamo e proviamo pietà per quanti hanno subito le peggiori angherie senza potersi difendere. Insomma, non c’è niente di inventato tra queste pagine e che sia un romanzo non cambia la realtà di un passato indecoroso che non è da dimenticare perché così fa meno male. È anzi da riportare alla luce per essere negato alla radice. Pensare che, ancora oggi, ci sia gente letteralmente dimenticata, sprofondata dentro un baratro di indifferenza dovrebbe indignare. Mi domando se qualcuno si sia poi mosso, dopo quel 20 marzo a Presa diretta. Vien paura a immaginare la risposta.
Nota: per i curiosi la Psicologia dell'Insolito è il settore della psicologia applicato alle esperienze così dette "insolite", "anomale" o "di confine", includendo in questi termini tutte quelle esperienze apparentemente "inspiegabili" dal punto di vista scientifico.
Massimo Polidoro
Marta che aspetta l’alba
Piemme
pp. 188 14.50 euro