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ore 03:49

Vercelli

05-12-2016 14:34

Una vercellese a Bali: Benedetta Galasso
Seconda puntata della rubrica dedicata ai nostri concittadini che vivono all'estero
 
N​​on sappiamo se è uno dei lavori più belli del mondo, ma sicuramente ci va molto vicino: responsabile di un centro di immersioni subacquea a Bali, Indonesia. Non proprio Gatteo a Mare. E’ il sogno, realizzato negli ultimi quattro anni, da Benedetta Galasso: vercellese, 41 anni, che da 48 mesi si è appunto trasferita nella perla dell’Indonesia. Prima ha lavorato per undici anni in Cina ma, poi, il richiamo del mare è stato troppo forte. Pensare che Benedetta ha scoperto "l’altro mondo", quello sottomarino, quasi per caso: è stato il fratello a consigliarglielo.

Che cosa ci fa una vercellese a Bali?
Sono un’istruttrice di sub e sono la manager del centro immersioni.

Come nasce la passione per questa disciplina e in che cosa consiste il suo lavoro?
Sono diventata sub perché mio fratello, un giorno, mi disse che sicuramente avrei adorato questo mondo. E ha avuto ragione. La pace sott’acqua, dove si sente solo il tuo respiro, si vedono colori infiniti e si ammirano gli animali, è straordinaria. Certo, qualche volta c’è pure il rumore delle barche... Comunque. Il mio lavoro consiste nell’organizzazione delle uscite per le immersioni: diciamo che è molto “customer care”. Poi insegno alle persone anche ad andare e stare sott’acqua, magari accompagnandole nel loro primo incontro con questo mondo parallelo. Infine formo i nuovi professionisti del settore.

Come si trasforma una passione in lavoro?
Basta volerlo.

Quali differenze ci sono fra lndonesia e l’Italia?
Tante. Qui la gente vive con poco e soprattutto si accontenta di poco. Le persone ridono, ti salutano anche se non ti conoscono e convivono tranquillamente con religioni, culture e visioni di vita diverse.
Quali sono i pregi e le particolarità più belle dell’Indonesia?
Il pregio maggiore è, appunto, la multirazzialità. O se preferiamo: il vivi e lascia vivere. Poi c’è una natura meravigliosa e in parte ancora incontaminata. Ad esempio, qui a Bali, la particolarità è rappresentata dalle infinite cerimonie giornaliere per la maggioranza hindu.

Che cosa ti manca di più di Vercelli?
Alcuni amici, la famiglia, la panissa. E mi manca l’entusiasmo che ruota intorno alla Pro Vercelli: che peccato non essere lì ora che, da tre anni, è in serie B.

Che cosa non ti manca di Vercelli?
Le persone in generale, la tristezza, la rabbia e l’infelicità di fondo che si respira. E il grigiore invernale.

Non ti sei allontanata solo a livello chilometrico...
Vivo all’estero dal 2000. Ho trascorso undici anni in Cina e poi in giro per il mondo: prima in Malesia ed ora, appunto, in Indonesia.

In Cina che tipo di esperienze lavorative hai avuto?
Ero general manager: prima per una ditta italiana, poi per un’azienda francese.

C’è una passione dietro, magari integrata anche da un percorso scolastico, o è stato il lavoro che casualmente ti ha portato in Oriente?
Sono laureata in cinese. E la passione per la Cina mi ha quindi portata ad Est. Poi con lo svilupparsi dell’amore per il mare e, il fatto che parlassi cinese, il sud est asiatico mi è sembrata la scelta migliore. D’altronde le immersioni più belle del mondo si fanno in questa parte di mondo.

Quand’è stata l’ultima volta che sei tornata a Vercelli e che sensazioni ti ha trasmesso la città?
Sono tornata l’11 dicembre del 2015 e mi sono fermata fino al 4 gennaio. L’ho trovata deserta, triste, grigia. Ma c’erano progetti che bollivano in pentola. E alcuni, vedo tramite i social network, si sono realizzati. Purtroppo ho trovato tanta divisione, tanto egoismo. E poca disponibilità ad aiutare. Ecco, come dicevo prima, tutto questo dove vivo, per fortuna, non c’è.

Matteo Gardelli
2016 - Riproduzione Riservata

Su La Sesia in edicola martedì 6 dicembre la terza puntata di "Vercellesi nel Mondo": saremo in Finlandia per conoscere la storia di Igor Stoppa


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