venerdì

, 15 dicembre 2017

ore 03:50

Vercelli

12-12-2016 10:53

Un vercellese in Finlandia: Igor Stoppa
Terza puntata della rubrica dei nostri concittadini che vivono all'estero
 
Lasciare l’Italia, Vercelli, la famiglia e gli amici perché nel nostro Paese c’è nulla che lo attiri dal punto di vista lavorativo. Lasciare tutto e cambiare vita in uno degli stati più a Nord d’Europa dove, a volte, bisogna anche convivere con -35 gradi. Ma uno Stato che, alla fine, gli ha dato ciò che cercava a livello personale e anche l’amore. La storia di Igor Stoppa è una delle tante storie di italiani che hanno fatto centro all’estero (anche se a lui non piace la definizione di estero).

Come ci è finito un vercellese in Finlandia?
Mi sono laureato in Ingegneria Elettronica all’inizio del 2001, giusto in tempo per l’inizio di una delle crisi di settore. Dopo circa tre anni passati a lavorare prevalentemente come consulente in varie realtà tra Torino e Milano (FastWeb, San Paolo Imi, Alcatel, Magneti Marelli, Crf) sono giunto alla conclusione che non c’era granché in grado di attirarmi sul mercato del lavoro Italiano. Una cosa che, invece, mi “prendeva” era Linux. Durante l’università, un amico ne era particolarmente appassionato ed avevo finito per usarlo anch’io in modo estensivo durantela stesura della mia tesi di laurea. Ero fermamente convinto che rappresentasse il futuro e fosse quindi una buona scommessa su cui investire la mia carriera. Così ho deciso di cercare un lavoro in quest’ambito, possibilmente anche in qualche modo connesso all’elettronica: mi sono diplomato perito elettronico all’Itis Faccio, quindi il lavoro ideale avrebbe dovuto coniugare queste due passioni.

E l’ha trovato?
All’epoca Nokia cercava proprio qualcuno con il mio profilo per un progetto segreto: un tablet Linux. Così, dopo un paio di colloqui fatti in Finlandia, mi hanno assunto per lavorare al power management di questo progetto. Siamo passati a fare anche telefoni. Purtroppo, però, nel 2011, c’è stato un cambio di direzione, Nokia è passata a Windows (con effetti noti). Io nel frattempo avevo messo su famiglia (mia moglie è finlandese) ed ero in cerca di un nuovo lavoro in zona. Fortunatamente, grazie alla precedente esperienza, l’ho trovato con Intel, sempre ad Helsinki. E così ho passato i successivi cinque anni. Adesso, grazie alla esperienza accumulata, sto per passare a Huawei sempre qui ad Helsinki. Quindi direi che la scommessa iniziale è andata bene.

Quali differenze ci sono fra la Finlandia e l’Italia?
Le persone sono più riservate. Badano meno all’apparenza e più alla sostanza. E se in Italia l’ostentazione è prassi comune, qua l’understatement è quasi la norma. Poi ovviamente c’è il clima, ma a quello ci si abitua. Ci si abitua talmente tanto da non vedere l’ora che arrivino le giornate più fredde, fra gennaio e febbraio, quando  si va a -30 ma con il cielo limpidissimo. Prima di venire qua, non avevo mai visto dal vivo il mare ghiacciato. Poi d’estate ci sono giornate con 22 ore di luce.

Come si sopravvive a -30?
In realtà anche -35... Con una calzamaglia termica, vestiti ed equipaggiamento (scarponi, guanti, cappello) che normalmente considereresti per la montagna. Ma se fatto a dovere, permette di stare fuori per un periodo quasi indefinito. Ah, dimenticavo, la sauna. Non puoi parlare della Finlandia senza parlare della sauna. Ogni appartamento costruito recentemente ne ha una incorporata nel bagno. Per cui puoi goderti un’escursione termica da -30 a +100 nel giro di pochi minuti. Ci sono anche spa - oppure chi ha la casa “di campagna" ce l’ha lì - dove puoi passare direttamente dalla sauna all’esterno e rotolarti nella neve. O immergerti in un lago ghiacciato. Mettono sul fondale, in prossimità di un pontile con una scala, un tubo con dei forellini attraverso cui pompano aria che torna in superficie sotto forma di bolle che impediscono al ghiaccio di chiudere il buco. L’acqua è a 0 gradi, l’aria a -30, quindi l’acqua sembra calda.

Quali sono i pregi e le particolarità più belle?
La pervasività dell’elemento naturale. Le zone più cementificate non si discostano molto da quelle che in Italia sono considerate “zone verdi".

Che cosa ti manca di più di Vercelli?
A parte famiglia e amici? Non moltissimo. Certo, Vercelli è una bella cittadina, ma avrei comunque passato molto tempo a fare il pendolare. Alla fine della mia esperienza lavorativa italiana, viaggiavo infatti per tre ore al giorno, adesso meno di una. Senza ombra di dubbio il centro storico ha un’atmosfera che manca totalmente a una città moderna come Helsinki. E mancano quelle piccole realtà che stanno comunque sparendo anche in Italia: i piccoli negozi specializzati in alcuni prodotti. Raramente capita di percepire l’aroma del pane cotto da un forno quando si cammina per Helsinki. Ma devo dire di essere rimasto piacevolmente sorpreso da Vercelli durante la mia ultima visita, a ottobre. L’ho infatti trovata molto più cosmopolita e ricca di iniziative di quanto ricordassi e spero che questo porti nuove energie a una realtà che vedevo lentamente spegnersi.

Che cosa non ti manca?
Le zanzare. Parrà strano, ma trovo le zanzare finlandesi molto meno aggressive della controparte vercellese. Più seriamente, non mi manca quella cappa opprimente fatta di favoritismi, nepotismo e incompetenza che ho riscontrato in molti ambiti italiani. Ma questa, appunto, è un’osservazione più generale sull’Italia, che su Vercelli.

Hai dato un giudizio molto forte sull’Italia: ma è davvero tutto oro quello che luccica all’estero o anche l’estero, non solo nel mondo del lavoro, ha i suoi limiti?
“L’estero” non esiste. Ci sono varie realtà più o meno simili. In questi anni ho avuto a che fare con colleghi di almeno 25-30 nazionalità e spesso ci siamo scambiati le nostre impressioni sul paese in cui viviamo. L’elemento comune è la minore quantità di stress dovuta agli elementi negativi che ho citato. Poi se prendi altri punti di vista, ci sono ovviamente delle carenze. In Finlandia ci sono pochi medici. In molti casi usano infermieri specializzati come prima linea difensiva, per focalizzare l’uso dei medici nei casi più importanti. Il sistema sanitario pubblico, per quel che ne so, lascia molti soddisfatti, ma tanti altri vorrebbero di più. Io posso permettermi di accedere al settore privato, quindi la mia esperienza è giocoforza diversa. Il sistema educativo, per quel che ho visto (ho a che fare anche con studenti che vengono qua a fare esperienze lavorative pre-laurea) lascia il sistema italiano indietro anni luce. Ultimamente, però, ci sono meno fondi a disposizione, quindi si vedrà sul lungo periodo se riusciranno a mantenere gli standard attuali. Infine, la Finlandia è attualmente in una fase di crisi e ha avuto una svolta populista con un primo ministro-imprenditore che ricorda un po’ l’Italia del ‘94 o gli Usa alle ultime elezioni presidenziali.

Matteo Gardelli
2016 - Riproduzione Riservata

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