venerdì

, 15 dicembre 2017

ore 03:50

Vercelli

25-01-2017 09:00

Un vercellese in Norvegia: Demetrio Scopelliti
Nona puntata della rubrica dei nostri concittadini che vivono all'estero
 
L​​a musica lo ha fatto partire da Vercelli e girare il mondo: l’ha portato in giro per l’Europa, negli States e persino in Asia. L’amore l’ha poi fermato, nel 2008, in Norvegia. Ma la passione per la musica, quella passione che l’ha travolto fin da quando era un bambino, non si è spenta. Anzi. E’ infatti in partenza per gli Stati Uniti dove, nei prossimi giorni, si esibirà a Los Angeles e ad Austin in Texas. E’ una storia molto “Novecento”, fatta di sogni realizzati, viaggi e appunto amore, quella di Demetrio Scopelliti. Non ha perso i legami con Vercelli, tanto è vero che ci è tornato lo scorso ottobre: "L’ho trovata come l’avevo lasciata ma ho visto più spazi per i giovani artisti". Artisti ai quali, in Norvegia, dà lezione in diverse scuole.

Che cosa ci fa una vercellese 'lassù' nel nord Europa?
Sono musicista e ho conosciuto la mia ragazza, che è norvegese, durante un tour. Dopo un anno avanti e indietro con l’Italia, abbiamo preso la decisione di trasferirci definitivamente, nel 2008, a Skien: una città situata a circa 120 chilometri a sud-ovest dalla capitale Oslo.

Quando nasce la tua passione per la musica? Hai seguito degli studi particolari, ad esempio il Conservatorio, oppure sei un autodidatta?
Suono la chitarra dall’età di 13 anni. Nel 1995 ho fondato gli Arcadia, una band che è ancora attiva ai giorni nostri. Nel 2004 mi sono poi diplomato al Centro professionale di musica di Milano, la prima scuola in Italia nel suo genere. Nel frattempo gli Arcadia hanno registrato cinque album e abbiamo iniziato un tour in Europa, Stati Uniti e in Asia. Adesso in Norvegia insegno chitarra moderna alle scuole di Drangedal, Skien e Siljan. Non solo. Porto contemporaneamente avanti il mio lavoro come chitarrista sia live sia in studio. In questi giorni sono in partenza per il National Association of Music Merchants di Los Angeles, dove mi esibirò per i miei sponsors: Randall Amps, Hotone Audio e Legator guitars. La settimana prossima sarà la volta di Austin in Texas dove suonerò una guitar clinic/Workshop al Noiz Faktory, il più grosso studio texano. Dopodiché tornerò a Skien dove mi aspettano i miei due figli e la mia compagna.

E torniamo anche noi in Norvegia. Com’è stato il primo impatto con una realtà che, in tanti, descrivono come completamente diversa rispetto a quella italiana?
Ci sarebbe da scrivere un libro... Nonostante i norvegesi siano molto individualisti e non troppo sociali, lo Stato è molto “assistenziale”: sia a livello di offerte di lavoro che sul piano sanitario. Le tasse sono alte, ma in proporzione la percentuale è comunque più bassa rispetto all’Italia. I prezzi sono più alti, quasi il doppio, ma contemporaneamente anche il salario medio è alto. I ritmi sono totalmente differenti rispetto all’Italia. Si comincia a lavorare alle 7 e si prosegue fino alle 3 con una pausa pranzo di trenta minuti. Poi si cena intorno alle 16,30. Io poi abito al sud: d’inverno fa buio alle 15,30, d’estate alle 23,30 ma l’alba è all’una... di notte! I norvegesi amano tenersi in forma in palestra e andare in giro nelle foreste per ore nel week end. Comunque a livello lavorativo mi sono ambientato subito, a livello personale ho impiegato un paio d’anni ad abituarmi alla differenza di mentalità e alla società.

Come sei riuscito ad abituarti alle solo due ore di buio dell’estate? E al contempo: come si fa a trascorre l’inverno quando le ore di luce sono ridotte al minimo?
In effetti, specie nei primi due anni, le venti, ventidue ore di luce mi hanno un po’ spiazzato. Per quanto riguarda le poche ore di luce durante l’inverno, il freddo e le cattive condizioni climatiche possono di tanto in tanto intaccare il mood... Ed è per questo che i norvegesi vanno spesso in vacanza al sud dell’Europa durante il periodo invernale.

Quand’è stata l’ultima volta che è venuto a Vercelli? Come l’ha trovata?
Ottobre 2016. Non era molto diversa da prima, ho visto però più spazi per i giovani artisti. Però ci tornerò fra poco...

Davvero?
Sì. A Febbraio sarò in tour in Italia con una data speciale alle Officine Sonore il 24 febbraio: suonerò insieme agli Arcadia con il mio progetto solista e con i Dammercide. Festeggeremo così il mio trentasettesimo compleanno. Ovviamente siete tutti invitati...

Quale canzone utilizzeresti per definire la Norvegia e quale per Vercelli?
Dovregubbens Hall di Edward Grieg, l’ultimo brano della suite opera 46 prima delle due suite sinfoniche ricavate dalle musiche di scena del Peer Gynt di Ibsen. Nel dramma teatrale accompagna la scena VI dell’atto II e fa da sfondo alle grida di minaccia dei troll contro il protagonista. Per Vercelli... la mia versione di O Sole Mio (Goes Metal).

Matteo Gardelli
2017 - Riproduzione Riservata

Su La Sesia in edicola venerdì 27 gennaio saremo in Canada per scoprire la storia di Elisa Passoni


Crpwebtg

alla redazione proponi ...

I campi contrassegnati con (*) sono obbligatori.

I campi contrassegnati con (*) sono obbligatori.

Copyright © 2017 La Sesia S.r.l. via Quintino Sella 30, 13100 Vercelli
Reg. Imprese VC C.F. 00146700026 - P.IVA IT 00146700026 - R.E.A. VC44243 - C.S. euro 130.000,00 i.v.