venerdì

, 15 dicembre 2017

ore 03:50

Vercelli

02-02-2017 09:00

Una vercellese in Canada: Elisa Passoni
Decima puntata della rubrica dei nostri concittadini che vivono all'estero
 
L​​a 'porta dell’Ovest'. Una città a oltre settemila chilometri di distanza da Vercelli, che interpreta un ruolo importante in uno dei Paesi più grandi del mondo: il Canada. Una città dove si può camminare per chilometri nei grandi prati o vedere i pellicani nuotare nel laghetto posizionato al fondo di una 'normalissima' via. Si può trovare il Paradiso in una città che, a volte, è obbligata ad affrontare i meno 40 gradi? Sì. Basta chiedere alla vercellese Elisa Passoni che, da diciotto mesi, si è trasferita a Winnipeg, la 'porta dell’Ovest'.

Cosa ci fa una vercellese in Canada?
È stato l’amore a portarmi fin qui: mio marito è nato ed è vissuto quasi sempre a Winnipeg, tranne un periodo (all’incirca 48 mesi) trascorsi insieme tra Londra e Vercelli. Un paio di anni fa ci siamo trovati a dover scegliere un posto dove vivere stabilmente: decidere, cioè, se restare a Vercelli o trasferirci tutti e tre in Canada. Abbiamo scelto quest’ultima opzione perché principalmente motivati dal grande numero di possibilità che ci avrebbe dato il vivere qui.

Da quanto tempo si è quindi trasferita definitivamente?
Un anno e mezzo fa. Nonostante senta molto la mancanza della “mia” Vercelli e della mia famiglia, che lì ho lasciato, sono assolutamente felice e convinta di aver fatto la scelta migliore per me, per mio marito e per nostro figlio.

Di che cosa si occupa in Winnipeg?
Lavoro part-time nel ristorante dell’Ikea e faccio la mamma nel tempo restante.

Che percorso di studi hai seguito?
Ho fatto il liceo delle Scienze Sociali e ho studiato per diventare educatrice della prima infanzia. Un lavoro, quest’ultimo, che intendo tornare a fare quando l’anno prossimo avrò il permesso di residenza permanente. D’altronde solo i cittadini canadesi, o appunto quelli residenti in maniera permanente, hanno accesso a professioni che coinvolgono persone appartenenti a categorie considerate protette come bambini, anziani o malati.

Quali differenze ha notato, principalmente, fra Vercelli e Winnipeg?
Ce sono molte. Una delle cose che mi ha sicuramente colpita è la quantità di verde che è presente all’interno della città: qui ci sono tantissimi parchi che si estendono su grandi superfici, dove si può camminare per chilometri e chilometri in mezzo al verde. Quasi quasi ti dimentichi di essere in città. E poi sono rimasta colpita dal grandissimo numero di persone con diversa nazionalità che vivono qui: Winnipeg ha, ad esempio, una grande comunità filippina. Tant’è vero che, dopo l’inglese, la lingua più parlata è proprio il filippino. Infine, ma direi anche ovviamente, il clima è un’altra differenza molto rilevante...

Sul gruppo Facebook dei 'Vercellesi nel Mondo' ha recentemente pubblicato alcuni video sulle condizioni climatiche: come si affronta l’inverno canadese?
L’inverno è molto freddo: le temperature sono intorno a meno 25 gradi, spesso accompagnate da vento gelido che le spinge fino a meno 40. La temperatura più fredda che ho affrontato, da quando mi sono trasferita qui, è stata di meno 43 gradi! Nevica spesso e tanto: può iniziare a fine ottobre e arrivare anche a maggio con sporadici episodi. Fidatevi: ho realmente visto nevicare il 4 maggio! Come affrontare il freddo? Banalmente vestendosi il più possibile, nessuno qui bada allo stile o alla moda: piumini e giacche a vento sono progettate per essere il più calde e funzionali possibili. Poi si cerca di passare all’aperto meno tempo possibile. Se mai capitaste da queste parti ricordatevi, però, che gli edifici sono spesso molto caldi: giacca e maniche corte è infatti la combinazione usata da quasi tutti.

Quando è venuta a Vercelli l’ultima volta?
Non ho ancora avuto occasione di tornare. Spero di riuscirci presto: mi manca vedere viale Garibaldi e il Sant’Andrea fuori dalla finestra.

Dopo 18 mesi di Canada, di cosa non potrebbe già ora fare a meno? E cosa invece non rimpiange assolutamente dell’Italia?
Non potrei rinunciare alla natura, ai paesaggi mozzafiato e gli animali. Adoro guardare gli scoiattoli che giocano sull’albero in giardino; i coniglietti e i cerbiatti che passeggiano intorno a casa; le oche, le anatre e i pellicani che nuotano nel laghetto in fondo alla strada. Altra cosa di cui non poteri più fare a meno è... l’hockey! “Go Jets Go!” (I Jest disputano la mitica Nhl americana, ndr). Dell’Italia non rimpiango la mentalità estremante chiusa che molte persone ancore posseggono.

Matteo Gardelli
2017 - Riproduzione Riservata

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