venerdì

, 15 dicembre 2017

ore 03:49

Vercelli

28-07-2017 10:11

Una vercellese in Scozia: Alice Politi
Ventiseiesima puntata della rubrica dei concittadini che vivono all'estero
 
L​​asciare la famiglia, gli amici, la città in cui si è cresciuti a soli 17 anni per affrontare l’esperienza di un anno di studi all’estero. Ma, come sosteneva John Lennon, "la vita è quella cosa che ci accade mentre siamo occupati in altri progetti": così l’anno si trasforma in molto, molto di più. Diventa in una vera e propria esperienza duratura perché, complici gli ottimi voti conseguiti, arriva la possibilità di iscriversi al college. La storia di Alice Politi, studentessa vercellese, sembra calzare a pennello per la generazione 'Millennials'. E’ infatti una storia fatta anche di esperienze di volontariato, di musica ma soprattutto di idee ben chiare in testa: "Sto affrontando il corso di Sound Production perché - spiegherà nel corso di questa piacevole chiacchierata - vorrei girare il mondo grazie al mio lavoro...". E, come tutti i 'Millennials', Alice è sincera, tremendamente sincera anche sul suo luogo d’origine: "Certo, la lontananza si sente, ma poi torni e vedi che tutto è abbastanza uguale: come se fosse un elettroencefalogramma piatto...".

Quando finisce e perché una vercellese in Scozia?
Ci finisce, quasi per caso, nell’agosto 2015. Avevo terminato la terza superiore al liceo linguistico di Vercelli e avevo deciso frequentare un anno all’estero. Quand’è arrivato il momento di scegliere, ho indicato il Regno Unito come meta e mi sono ritrovata a Edimburgo. Devo dire che, alla fine, mi è andata molto, molto bene: perché, almeno, Edimburgo è una città (sorride, ndr). Altri ragazzi sono infatti finiti, ad esempio, nella campagna inglese... Comunque. Durante l’anno scolastico, ho sempre conseguito buoni voti, così ho avuto modo di iscrivermi al college.

Come funziona il sistema scolastico scozzese?
Il quarto anno di liceo, per loro, è l’ultimo. Tutto, come accennavo prima, dipende dalla valutazione finale che si riesce a conseguire. Siccome io avevo la media della "B", che è una media alta anche per i madrelingua, ho avuto l’opportunità di proseguire gli studi ad Edimburgo.

Cosa studi?
Sound Production. Se vogliamo tradurlo, sarebbe il corso di tecnico del suono. Il mio obiettivo, in futuro, è quello di poter viaggiare in giro per il mondo proprio grazie al mio lavoro: seguendo, magari, qualche band impegnata nei tour. Ma questa tipologia di specializzazione permette di avere anche molti altri sbocchi professionali: non va infatti dimenticata la possibilità di essere impegnata nei vari festival del panorama musicale, ad esempio.

In Scozia hai iniziato 'a viaggiare' anche nel mondo del volontariato...
Sì. Ad agosto, insieme a Greenpeace, sarò al Leeds Music Festival: uno dei più popolari festival pop e rock in Gran Bretagna, che ospita sempre fra i più grandi nomi del settore. Saremo impegnati in una campagna di sensibilizzazione nell’utilizzo della plastica: a tutti i partecipanti verrà infatti fornito, al costo di una sterlina, un bicchiere. Se lo restituiranno, alla fine della giornata, verrà ridato loro il denaro. Insomma: è un modo concreto, ci auguriamo, per responsabilizzare le persone a non sprecare questo tipo di materiale. Comunque, ho iniziato a seguire Greenpeace lo scorso mese di ottobre. Agli inizi, dati gli impegni scolastici, non facevo moltissimo: seguivo le riunioni, certo, ma non riuscivo ancora ad impegnarmi nelle varie campagne di sensibilizzazione.

Insomma: stai vivendo la Scozia a 360 gradi. Quali differenze hai notato maggiormente con l’Italia?
Una soprattutto. Le persone della mia età (Alice compirà 19 anni il prossimo settembre, ndr) sono decisamente più indipendenti a livello economico: d’altronde lavorano tutte. E così sono davvero poche quelle che chiedono i soldi ai genitori, salvo per le grosse spese: come l’acquisto, ad esempio, di un’automobile. Un’altra differenza, ma perché va a incidere sulla vita di tutti i giorni, è quella del cibo.

E’ migliore o peggiore?
In certe cose, direi migliore. Perché gli scozzesi, sotto quel punto di vista, sono "ignoranti". Ad esempio: ci sono dei tortini realizzati con i maccheroni al formaggio che... Che sono la cosa più buona del mondo!

Davvero?
Sì, non scherzo, sono buonissimi.

Parliamo di Edimburgo. All’inizio della chiacchierata hai detto: 'Mi è andata molto, molto bene perché Edimburgo, almeno, è una città'. Ecco: ma che tipo di città è?
Ci sono molti italiani, molti studenti europei. E’ quindi, se vogliamo, una città molto diversa dalle altre. Non è piccola come Vercelli, non è grande come Londra dove corri il rischio di 'perderti' in tutti i sensi, è una giusta via di mezzo. Ricordo che, quando ancora bisognava scegliere la meta dell’anno all’estero, in molti dicevano che non volevano andare in Scozia perché avevano paura di finire fra le pecore... Alcuni che hanno scelto l’Inghilterra, però, sono finiti nelle campagne dove la mentalità è molto, molto chiusa e la prima città, magari, è a un’ora di viaggio.

Com’è la mentalità degli scozzesi?
Sono in costante opposizione con gli inglesi, come si sa. Ma non lo fanno in modo cattivo, loro si oppongono al governo centrale che, quasi sempre, prima si occupa dell’Inghilterra e poi di tutto il resto.

Quand’è stata l’ultima volta che sei tornata a Vercelli e come l’hai trovata?
Durante le vacanze di Pasqua e non saprei... La trovo sempre abbastanza uguale, diciamo da encefalogramma piatto.

Provi un senso di lontananza o l’estero crea definitivamente un distacco?
Quando trascorro un periodo più lungo via, sì. Ma, credo, sia più per gli amici, le serate in compagnia... Effettivamente, quando sono via penso, magari, al sabato sera, ai soliti bar e devo esser sincera: mi manca molto tutto questo. Poi, però, dopo due volte che sono qui diventa noioso. Adesso ripartirò ad agosto perché, come dicevo, sarò con Greenpeace al festival di Leeds. Poi, sempre ad agosto, c’è l’Edinburgh Fringe: il festival delle arti più grande al mondo (nel 2012 l’evento è durato per 25 giorni per un totale di oltre 2.695 esibizioni eseguite da singoli o gruppi provenienti da 47 paesi e realizzate in 279 sedi diverse, ndr). Io, insieme ad una mia amica, ci esibiremo: lei alla chitarra acustica, io alla voce. Faremo, ad esempio, cover dei Radiohead...

Matteo Gardelli
2017 - Riproduzione Riservata


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