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Vercelli

21-09-2017 08:30

Un vercellese a Hong Kong: Manuele Bosetti
Ventisettesima puntata della rubrica sui nostri concittadini che vivono all'estero
 
Prima gli studi di giapponese quando ancora era il liceo, il viaggio a Kyoto nel 1999 e il colpo di fulmine con il Paese del Sol Levante. Poi, però, la curiosità gli fa attraversare il mare per tornare sulla terra ferma e scoprire la Cina. "E ho capito subito che avrei voluto lavorare lì" racconta oggi che, da dieci anni, ormai, lavora ad Hong Kong in una società che si occupa di ricerca di personale in Asia. Manuele Bosetti è il ventosettesimo protagonista della rubrica 'Vercellesi nel Mondo' iniziata quasi un anno fa e che, sabato 23 settembre, dalle 10 alle 12 al Museo Leone, si tramuterà in un convegno al quale parteciperanno anche giovani che vivono o che hanno vissuto all’estero.

Come ci finisce e perché un vercellese ad Hong Kong?
All’università ho studiato Letteratura cinese. Poi, dopo un primo viaggio di studio a Pechino, ho capito che avrei voluto lavorare in Cina. Così, nel 2005, mi sono spostato nel sud del Paese, vicino a Canton. Infine, dieci anni fa, ho iniziato a lavorare ad Hong Kong.

Come e quando nasce la sua passione per l’Oriente?
Quando ero a Vercelli, prima di iniziare l’università, avevo cominciato a studiare giapponese. E proprio il Giappone è stato sicuramente il mio primo amore in Asia. Dopo un viaggio studio a Kyoto, era il 1999, ho capito che, anche se il Sol Levante era bellissimo, la Cina avrebbe probabilmente avuto un futuro economico più interessante. Essendo un altro Paese che mi interessava capire meglio, ho così deciso di iniziare a studiare la sua lingua all’università.

Che cosa, a Pechino, le ha fatto scattare la molla del 'voglio lavorare in Cina'?
Quando studiavo lì, ho potuto vivere la trasformazione costante della città. D’altronde erano gli anni precedenti le grandi Olimpiadi del 2008. Tutto, ma proprio tutto stava cambiando. C’era un’energia molto positiva. Ed era, già all’epoca, una grande città internazionale. Ed è proprio questo ambiente, professionalmente stimolante, che mi ha convinto a trasferirmi.

Il mondo del lavoro cinese è preceduto da tanti luoghi comuni o è come realmente si racconta in Europa? Ce lo può descrive?
Quando sono arrivato, si parlava molto dello sfruttamento del lavoro minorile e della produzione di oggetti di bassa qualità nelle fabbriche cinesi. Con il passare degli anni, sia grazie alle nuove leggi che regolano il mercato del lavoro, sia grazie alla crescita dell’economia e dei costi di produzione, il livello qualitativo di quello si produce in Cina è aumentato molto. Le attività 'più economiche' si sono dovute spostare in altri Paesi asiatici con forza lavoro meno cara.

Di che cosa si occupa ad Hong Kong?
Lavoro per una società che opera nella ricerca e selezione del personale in Asia.

Qual è stato il primo impatto con una realtà totalmente differente da quella vercellese?
La prima volta che sono stato ad Hong Kong, nel 2005, ho capito subito, dopo poche ore, che sarebbe stata la città giusta per me. Mi è sembrata una versione più internazionale e sofisticata della Cina che avevo studiato e vissuto in precedenza. Una versione e una dimensione in cui sarebbe stato più facile ambientarsi e sentirsi a casa.

Quand’è stata l’ultima volta che è tornato in città?
Sono stato a Vercelli per ventiquattro ore a metà luglio. Sarei dovuto arrivare un giorno prima, ma mi avevano cancellato il volo...

Quali consigli dà all’Amministrazione per migliorare Vercelli?
Negli ultimi anni sono stato in città sempre di meno, quindi è un po’ difficile dare consigli. Poi c’è da sottolineare che non la vivo più veramente dal 2004. Il centro cittadino mi sembra molto più tranquillo, almeno da un punto di vista commerciale, rispetto a come me lo ricordavo in precedenza. Una volta, tempo fa, era ritornato d’estate e c’era stata (se ben ricordo...) una serata con dello 'street food' proveniente da altri Paesi. Sarebbe forse bello avere più attività come quelle. Così facendo, credo, si può rivitalizzare, almeno in modo temporaneo, il centro storico.

Matteo Gardelli
2017 - Riproduzione Riservata

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