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, 22 febbraio 2018

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Vercelli

09-02-2018 09:00

Ritardi e scarsi controlli: 'flop' dei Regionali Fast
Il Coordinamento Pendolari traccia un bilancio del servizio a quasi un anno dall'entrata in servizio
 
Nell'aprile dello scorso anno sono entrati in servizio i Regionali Fast sulla linea ferroviaria Torino-Milano. A quasi un anno di distanza, il Coordinamento Pendolari Vercelli-Novara-Milano ha tracciato un bilancio dell'attività (inviando una lettera all'assessore regionale ai Trasporti Francesco Balocco), evidenziandone le lacune emerse nel corso dei mesi, dopo un inizio promettente. Al centro delle lamentele, ancora una volta, c'è Trenitalia.

Al momento dell'entrata in servizio "i Regionali Fast - spiega il Comitato - i quali avevano una configurazione fissa con una carrozza di Prima classe e tutte le altre carrozze erano quelle 'rigenerate', ovvero che avevano subito un restyling interno. Non solo: per almeno un mese, un mese e mezzo, i controlli dei biglietti venivano effettuati durante tutti i viaggi da ben due controllori ed i treni erano puntualissimi in arrivo da Torino, in partenza da Vercelli e a destinazione a Milano Porta Garibaldi. Ciò evidenzia il fatto che con la volontà si può garantire l’efficienza del servizio.
Ora, calata l’attenzione generale, si è tornati ad un graduale abbassamento della qualità dell'offerta. Le carrozze standard denominate 'Gran Comfort' sono state progressivamente sostituite dalle carrozze con vestiboli centrali che hanno un minore confort dato che i sedili posti uno di fronte all’altro hanno uno spazio per le gambe decisamente inferiore: ci sono ben 10 centimetri in meno tra le due file di sedili.
I controllori passano pochissime volte in un mese, la media del controllo biglietti è del 23% sul totale dei viaggi effettuati; infatti il treno è tornato ad essere 'terra di nessuno' in quanto frequentato da personaggi non in possesso del titolo di viaggio, con conseguenti ripercussioni sulla sicurezza della clientela regolare e del personale viaggiante".

"La puntualità poi - prosegue il Comitato - ormai da mesi è diventata una vera illusione; alla mattina il ritardo in arrivo a Milano Porta Garibaldi si è stabilizzato sugli 8-15 minuti quotidiani mentre, nel viaggio inverso di rientro nelle nostre rispettive città, i ritardi si attestano dai 10 ai 20 minuti praticamente tutte le sere. Noi pendolari aggiorniamo quotidianamente le nostre statistiche e quello che è emerso in questo inizio del 2018 sono i numeri, inaccettabili per un paese cosiddetto civile. A febbraio, su un totale di soli 17 viaggi, i treni hanno già accumulato 157 minuti di ritardo; nessuno dei viaggi è stato puntuale ed i biglietti sono stati controllati solo 3 volte. Nel 2017 sono stati accumulati ritardi per un totale di 2.100 minuti e Trenitalia ha riconosciuto un bonus di 48 euro: il nostro tempo perso sui loro treni per pura inefficienza è valutato ben 1,37 euro/ora: ogni commento è superfluo".

Il Comitato conclude: "Immaginiamo che la Regione abbia sborsato una certa somma per ricevere uno standard concordato; non troviamo assolutamente corretto averlo modificato, peggiorando di fatto, la proposta offerta. Chiediamo con decisione che Trenitalia riporti lo standard di comfort e prestazioni dei Regionali Fast a com'era ad inizio servizio; chiediamo perciò la sostituzione dei vagoni a doppio vestibolo centrale con quelli 'Gran Confort' con i vestiboli alle estremità delle carrozze e, soprattutto, di sanare la situazione relativa ai ritardi ormai diventata cronica e insostenibile".


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