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Vercelli

10-10-2014 16:10

La Strada del riso che porta ad Expo
Il primo progetto serio in provincia di Vercelli
 
Il primo, serio progetto in vista di Expo. Un progetto che prevede pacchetti turistici in cui il riso è la colonna portante che sostiene cultura, sport, enogastronomia e ambiente. Un progetto che coinvolge 115 operatori fra musei, agriturismi, parchi e associazioni di categoria. E’ la “Strada del riso vercellese di qualità”: «Perché è facendo rete, unendo i vari attori del nostro territorio, che possiamo ottenere ottimi risultati» dice la presidente, Alice Cerutti. E, a giorni, si inizierà a raccogliere i primi frutti di un lavoro iniziato diverso tempo fa: ci sarà infatti la presentazione ufficiale al Salone del Gusto di Torino, il 24 ottobre, e partirà la campagna promozionale sia a livello cartaceo sia sul web (c’è una pagina Facebook, ci saranno anche l’account Twitter e il sito internet). Oggi, venerdì 10 ottobre, si terrà la prima riunione operativa «per capire come muoverci all’intero di Expo: perché - spiega il direttore, Gabriele Varalda - nei padiglioni il capofila sarà Ente Risi mentre noi rappresenteremo il nostro territorio».
La “Strada del riso vercellese di qualità” è l’unico progetto realizzato dei tre che, trentasei mesi fa, vennero pensati durante il gruppo di lavoro voluto dall’ex amministrazione comunale. Degli altri, la Risoteca, che vedeva proprio il Comune capofila, ma anche Casa Giovani che aveva in Ascom e Camera di Commercio i punti di riferimento, non s’è saputo più nulla. E, quasi sicuramente, non si saprà più nulla. “La Strada” è stata invece costituita il 29 maggio 2014 ed è «la prima di un prodotto agroalimentare che non sia il vino» dicono con motivato orgoglio Cerutti e Varalda. «Lo scorso autunno abbiamo costituito, insieme a 115 soggetti, il comitato promotore e a dicembre - raccontano - abbiamo presentato il progetto alla Regione che, pochi giorni dopo facendoci un bellissimo regalo di Natale, lo ha approvato». I partecipanti sono aziende agricole, ristoratori, parchi, associazioni di categorie, comuni, istituzioni. «E’ un progetto di marketing territoriale, che ha come nucleo il riso. Lo zoccolo duro - proseguono Cerutti e Varalda - è costituito dalle aziende agricole che lo producono e lo vendono con il proprio nome. Alcune di loro sono conosciute più al di fuori che in provincia. Ecco perché stiamo cercando di metterle insieme».
Ma “La Strada”non si ferma qui. Sono infatti già pronti i primi pacchetti turistici per visitare il vercellese - la durata media è di due giorni - che verranno affidati alle agenzie di viaggio facenti parte del progetto. Al centro, ovviamente, c’è il riso, poi declinato in tante sfumature. Come “Riso e cultura”: «Si potranno visitare i principali tesori del capoluogo come il Museo Borgogna o il Tesoro del Duomo, ad esempio. Ma poi - sottolineano presidente e direttore - si potrà andare, ovviamente a rotazione, nelle cascine più belle. Ci sarà la possibilità di mangiare e conoscere il ciclo del riso, le qualità, l’importanza del chilometro zero, oltre che le proprietà organolettiche e nutritive. Insomma: cultura nel suo senso più classico, ma anche cultura del riso». Un altro pacchetto prevederà lo sport come elemento aggiuntivo: «Siamo in contatto con la Fiab (Federazione Italiana Amanti della Bicicletta, ndr) per la creazione di percorsi con la propria bici o con quelle in dotazione alle aziende agricole. Non solo. Ci saranno pure percorsi a cavallo». Un altro obiettivo sarà quello di far conoscere il sistema delle acque. «Siamo l’unica zona europea - ricorda Alice Cerutti - in cui arriva per caduta: questo particolare affascina soprattutto gli stranieri, ma dovremmo farlo apprezzare anche a chi vive nelle nostre zone».
I prossimi step prevedono, fra gli altri, due obiettivi. Far diventare il castello di Buronzo e il palazzo Paleologo di Trino le due porte d’accesso a “La Strada del riso vercellese di qualità”, dove verranno allestiti punti informativi e verranno messe a disposizione dei turisti le biciclette per muoversi nella campagna vercellese. Il secondo ambizioso obiettivo è quello di reperire fondi affinché si possa allestire un punto di ritrovo, per tutta la durata di Expo, in una zona di Milano.
L’importante, ora, è che il vercellese abbia il suo primo, serio progetto per la grande fiera che inizierà il prossimo maggio. Perché è giusto guardare oltre Expo, come sostiene la classe politica, ma era impensabile, come hanno detto gli esperti intervistati da La Sesia nelle scorse settimane, perdere il treno di Expo. Un treno che passa una sola volta.

Matteo Gardelli

2014 - Riproduzione Riservata




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