giovedì

, 15 novembre 2018

ore 03:29

Cronaca

08-11-2018 08:38

Vercelli: 'Quelle ceneri sono davvero di mio papà?'
Scandalo cremazioni a Biella: vercellese aderisce all'azione Codacons
 
"Non saprò mai se, dentro quell'urna, ci sono le ceneri di mio padre. O di qualcun altro. O di un cane. E' però un mio diritto capire cos'è successo. Non stiamo parlando di una lavanderia, che mi ha restituito una giacca diversa dalla mia. Sarà un percorso lungo, doloroso. E' come se mio padre fosse morto due volte".

Serena Ladetto è la prima vercellese che ha deciso di aderire all'attività del Codacons: abbandonata la pista della class action si ragiona su una maxi-querela. Nel mirino c'è lo scandalo del forno crematorio di Biella: "Una lugubre catena di montaggio della morte ai fini di lucro" come l'ha definita il procuratore della Repubblica Teresa Angela Camelio. L'inchiesta, condotta dai carabinieri, ha fatto emergere come la struttura, nel corso del tempo, fosse diventata una "vera e propria macchina da soldi".

Dall'indagine sarebbe infatti emerso che corpi diversi venivano bruciati insieme, che sarebbero state mescolate le ceneri e, in alcuni casi, sarebbero state addirittura buttate dentro contenitori dell'immondizia indifferenziata vicini al cimitero biellese. Non solo. Nel ciclo di cremazione, in un'occasione, sarebbe stato bruciato anche il cadavere di un cane.

Il padre di Serena Ladetto muore all'improvviso il 17 agosto. Insieme alla mamma, Serena decide di far cremare la salma del papà. "L'impresa funebre cittadina, a cui ci siamo affidati, ci consiglia il forno di Biella siccome i tempi di quello di Novara sono più lunghi. Terminato il funerale, 'accompagnamo' papà fino a Biella - racconta la vercellese -. Scaricano la bara, la portano dentro una stanza che sembra una chiesa laica. Chiudono la porta e ci lasciano ad aspettare. Dopo qualche minuto, ci dicono che possiamo andare via. Non ci chiedono neppure se volevamo, o meno, assistere. Il 22 agosto, poi, ci consegnano, tramite l'impresa funebre di Vercelli, l'urna".

Neanche il tempo di riprendersi e per la vercellese si apre il secondo capitolo dell'incubo legato alla morte del padre. E' il 26 ottobre. "Sono in ufficio. Apro Facebook e vedo l'articolo sul blitz dei carabinieri al forno crematorio di Biella. Subito il cuore mi schizza in gola - confida la vercellese -. Mi chiedo: cos'è successo? E adesso? Poi alla sera mi documento sulla conferenza stampa. Il dolore è fortissimo. Per me è come se fosse una truffa, una truffa in una cosa così intima. E' una violenza fisica ed emotiva tremenda".

Serena Ladetto ammette di "non volermi soffermare su cosa possono aver fatto o meno sul corpo di mio papà, altrimenti vomito. Non credo che queste 'porcate' le abbiano fatte solo dopo il 20 settembre quando le forze dell'ordine hanno installato le telecamere. Ringrazio, anzi, che siano stato messe dopo: preferisco infatti avere il dubbio piuttosto che la certezza".

Serena, però, non lascia correre. Per questo decide aderire all'iniziativa del Codacons che si avvarrà di un pool di esperti fra cui la nota penalista Alessandra Guarini e l'ex generale dei Ris, Luciano Garofano. "Credo che sia un mio diritto capire cosa sia successo. E' una questione morale - ammette Ladetto -. Se le persone continuano a ripetere 'Si vabbè, che schifo' senza fare niente, ci saranno sempre quelli che, bene o male, la faranno franca...".

Matteo Gardelli








Crpwebtg

alla redazione proponi ...

I campi contrassegnati con (*) sono obbligatori.

I campi contrassegnati con (*) sono obbligatori.

foto giorno »

La seconda vetrina - La Casa del Caffè, corso Libertà 57

Copyright © 2018 La Sesia S.r.l. via Quintino Sella 30, 13100 Vercelli
Reg. Imprese VC C.F. 00146700026 - P.IVA IT 00146700026 - R.E.A. VC44243 - C.S. euro 130.000,00 i.v.