Wednesday

, 23 September 2020

ore 14:17

Cronaca

24-03-2020 06:32

Coronavirus, Cirio: 'Serve un'ulteriore stretta'
Il presidente del Piemonte: 'L'unica strategia efficace è stare a casa'
 
In Piemonte le restrizioni sembrano produrre i primi effetti sul contenimento del Coronavirus. Sono ore, giorni cruciali (leggi qui). Per questi motivi il presidente della Regione, Alberto Cirio, ribadisce: "Dobbiamo chiudere davvero e non per finta. Leggendo l'ultimo decreto del Governo ho però il timore che tante realtà possano ancora restare aperte - ha detto durante la consueta videoconferenza - Sin dall'inizio abbiamo adottato la linea del rigore, perché solo restando a casa si sconfigge il virus. Invece temo che ci siano ancora troppe eccezioni".

Cirio fa sapere che nelle prossime ore "verificheremo l'attuazione pratica del decreto di domenica sulle aziende (leggi qui). Capisco che bisogna rallentare ma non spegnere il cuore economico del Paese, ma occorre capirne l'effettiva portata del decreto - ha rimarcato il governatore del Piemonte - Ho il timore che il combinato disposto tra codici Ateco e filiere permetterà a tante aziende di continuare ad essere operative, mentre occorre evitare forme di assembramento per centinaia di lavoratori".

Cirio ha poi spiegato che "la nostra ordinanza ci mette nelle condizioni di chiudere tutto ciò che possiamo (leggi qui) e, laddove si discosta dal decreto del presidente del Consiglio, riteniamo abbia comunque valore perché più restrittiva". Un esempio riguarda la chiusura degli studi professionali: per Cirio devono chiudere per il Governo invece no. "Abbiamo trasmesso al ministero dell'Interno il parere del nostro ufficio legale, secondo cui ha valore la nostra ordinanza perché più restrittiva. I nostri uffici dicono che ci sarebbero problemi se allargassimo le maglie ma noi le stringiamo. Lo stesso ha fatto la Regione Lombardia - ha ricordato il governatore - Attendiamo che ci rispondano se è in vigore una o l'altra".

I dati, diffusi ieri (lunedì 23 marzo), danno timidi segnali di speranza: il Coronavirus sembra rallentare. "Senz'altro ci confortano - ha concluso Alberto Cirio - Ma ribadisco l'appello che ho fatto al Governo con la lettera inviata venerdì (leggi qui): chiediamo una via d'aiuto prioritaria perché le nostre terapie intensive sono al limite. Ogni ventilatore che arriva da Roma dopo un'ora è già attaccato al letto di un paziente in crisi respiratoria".

Matteo Gardelli














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