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ore 03:47

Una partita, mille ricordi

23-06-2017 16:41

Quell'Italia-Camerun dalle code velenose
Gli azzurri passarono il turno dei Mondiali dell'82 per il rotto della cuffia. E poi fu un trionfo
 
Sono passati 35 anni dal quel 23 giugno 1982 quando la Nazionale italiana di calcio strappò il passaggio al secondo turno dei campionati del mondo in Spagna pareggiando a Vigo contro il Camerun. Per la terza volta l’Italia scende sul rettangolo del “Balaido”, dove affronta gli africani. Alla luce del quoziente reti, gli azzurri devono evitare la sconfitta per sperare di avanzare nella manifestazione iridata. L’Italia passerà in vantaggio al 61’ con “Ciccio” Graziani, favorito dalla scivolata del famoso N’Kono, estremo difensore camerunense. Al 62’ il pareggio del Camerun con M’Bida. L’immediato ristabilirsi delle distanze susciterà, negli anni successivi, dei sospetti su una presunta “combine” che avrebbe potuto consentire agli azzurri di proseguire, fino in fondo, nella competizione spagnola. E poi vincerla come tutti ricorderanno superando con una straordinaria cavalcata una dopo l’altra Argentina, Brasile (e lì esplose Paolino Rossi), Polonia e Germania. I tre pareggi della prima fase contro Polonia, Perù e Camerun avevano creato non pochi guai al Ct Enzo Bearzot e al suo gruppo. Gli azzurri si compattarono con il famoso silenzio stampa: il solo capitano Dino Zoff fu autorizzato a rilasciare dichiarazioni. Ma quell’Italia-Camerun negli anni a venire ebbe appunto una coda a dir poco velenosa. Nel 1984, per caso, il giornalista Oliviero Beha scoprì un collegamento per accedere alle prove di una presunta "combine" per Italia-Camerun. Un collegamento che portò Beha e un collega per quindici giorni a Yaoundè, capitale dello Stato africano. Dove si cacciò in guai che gli avrebbero arrecato dei problemi. Grossi problemi. Tanto che nel 2006 “La Gazzetta dello Sport” chiese a Beha: quali sono state le ripercussioni di quell’inchiesta?
«L’affare Camerun - rispose il giornalista (morto poco tempo fa - n.d.r.) - mi è costato la carriera. Sono stato mandato via dal quotidiano “La Repubblica”, dov’ ero inviato speciale e anche dopo non ho avuto spazi per svolgere il mio lavoro. Ma sono stato fortunato... perchè ho ricevuto minacce di morte da parte della camorra, che era coinvolta nella cosa. Sono stato messo davanti a un bivio. Potevano farmi pagare con la carriera o con la pelle. Mi hanno portato via "solo" la carriera...». Il 23 giugno 1982 il Ct Enzo Berazot schierò l’Italia con la seguente formazione: Zoff, Gentile, Carbini, Oriali, Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Rossi, Antognoni e Graziani.
Paolo Sala
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