venerdì

, 15 dicembre 2017

ore 03:47

Il piccione viaggiatore

18-09-2017 10:33

Cucine da incubo
Dalla presenza di insetti fino ai ragni
 
Per noi italiani, abituati alla migliore cucina al mondo, è impossibile immaginare una dieta che non preveda pasta, pizza e le delizie mediterranee. E se già molti faticano a comprendere e apprezzare cucine etniche ormai 'di moda', come quella cino-giapponese o indiana, alcune tradizioni gastronomiche potrebbero davvero farci rabbrividire.

È il caso della Cambogia, dove quella che per noi sarebbe una pietanza oscena e disgustosa è invece considerata un gustoso manicaretto locale: gli insetti fritti. Grilli, scarafaggi, scorpioni e tarantole sono una risorsa alimentare in tutto il sud-est asiatico da quando la dittatura khmer ha spinto il popolo alla fame, costringendolo a nutrirsi di quel poco che la natura aveva da offrire. Per esempio i ragni autoctoni, grandi come una mano, fritti e venduti come snack dagli ambulanti delle città.

Il Nord Europa non è certo messo meglio a piatti tipici. Dalla totale incapacità di cucinare del mondo anglosassone si passa alla mancanza di materia prima dei paesi nordici, costretti dai tempi antichi ad arrangiarsi con le poche risorse a disposizione. Ma se la gastronomia scandinava fatta di patate, salmone e renna può ancora risultare gradevole, è la specialità islandese a lasciare interdetti. Si tratta dell’hàkarl, lo squalo putrefatto, fatto marcire per mesi sottoterra per eliminare l’acido urico contenuto nella sua carne. Un nobile tentativo di renderla commestibile, ma che le lascia comunque un terribile sapore (e odore) di ammoniaca. Non a caso viene servita assieme a un liquore fortissimo, e comunque nemmeno gli islandesi osano mangiarla.

Come dimenticare, poi, il celebre cervelletto di scimmia servito a Indiana Jones ne 'Il tempio maledetto?' Ebbene, ci piacerebbe pensare che fosse pura esagerazione cinematografica; invece, pare che sia realmente una prelibatezza indiana, servito in umido e gustato quasi come un budino. E se nausea e orrore non dovessero bastare, tale piatto è anche pericoloso per la salute: degustare il cervello di primate potrebbe causare il morbo di Creutzfeldt-Jakob, in grado, letteralmente, di liquefare l’encefalo umano. Che dire: di fronte a tanti incubi gastronomici, viene quasi da rivalutare il minestrone della nonna.

Silvia Giovanniello
2017 - Riproduzione Riservata
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