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ore 09:06

Il piccione viaggiatore

02-10-2017 09:13

Sfidò il Diavolo a carte e perse l'anima
Le leggende del castello di Glamis
 
La Scozia è nota da sempre per le sue presenze inquietanti, dal celeberrimo mostro di Loch Ness agli innumerevoli fantasmi. Pare, anzi, che la terra delle Highlands abbia il primato mondiale di dimore infestate: non solo castelli, ma anche chiese e musei raccontano spesso sinistre leggende.

La capitale Edimburgo, ad esempio, è sovrastata da un imponente castello fortificato, circondato da un’aura di mistero. Secondo alcune voci, durante una ristrutturazione si scoprì un tunnel non segnato dalle carte. Un operaio scelse di entrarvi, munito di una cornamusa, così che i colleghi potessero localizzarne l’uscita. Ma il suono si interruppe all’improvviso: l’operaio non fu più ritrovato e il tunnel venne sigillato, ma sembra che a volte si possa ancora udire lo strumento sottoterra. Nella città, inoltre, persino i pub sono luogo di apparizioni: il White Hart Inn sorge nella piazza in cui un tempo venivano svolte le esecuzioni pubbliche, e sia i proprietari che il personale hanno più volte segnalato fatti inspiegabili e sconsigliato ai clienti la visita alle cantine.

Il castello di Glamis, residenza natale della Regina Elisabetta, è considerato uno dei più bei castelli scozzesi, ma anche uno dei più… affollati: ben tredici spettri si aggirano fra le sue torri, come il Maggiordomo Impiccato, che ogni notte visita la stanza in cui si tolse la vita, e 'Jack the Runner', uno spettrale corridore notturno avvistato nel parco. Il fantasma di Lord Crawford, barbuto conte che secondo la leggenda sfidò il Diavolo a carte perdendo la sua anima, gioca ancora tra le sale del castello, mentre la 'Lady in Grigio', una nobildonna ingiustamente accusata di stregoneria e bruciata sul rogo, appare piangente nella cappella del maniero. Uno dei misteri più inspiegabili è però la presenza di una stanza segreta, la cui finestra è visibile dall’esterno, ma senza accessi interni. Non mancano nemmeno macchie di sangue indelebili sul pavimento.

Nella cappella di Rosslyn, vicino Edimburgo, citata ne 'Il codice da Vinci' di Dan Brown, si dice aleggino spettri di monaci, mentre le strane luci che talvolta appaiono intorno all’edificio sarebbero presagio di morte. Nella cittadina di Fort William, il museo cittadino ospita invece il fantasma di un vecchio curatore, che ancora oggi batte la sua macchina da scrivere. Insomma, sembra che in Scozia condividere lo spazio con gli spettri sia la normalità; addirittura, possedere fantasmi di famiglia rappresenta un vanto, tanto che, se qualche magione ne risulta priva, i proprietari si mostrano sinceramente dispiaciuti.

Se si fosse in cerca di un altro tipo di spirito, è consigliabile una visita alle numerose distillerie di whisky presenti in tutto il paese: è probabile che dopo qualche degustazione si possa avvistare qualsiasi creatura sovrannaturale.

Silvia Giovanniello
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