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Il piccione viaggiatore

06-11-2017 14:49

Dalla 'sepoltura ecocompatibile' ai razzi: i funerali nel mondo
Le trazioni in India, Cina, Ghana e Filippine
 
Nel mondo cristiano, il giorno di Ognissanti è dedicato ai defunti. Secondo la tradizione occidentale, i morti vengono tumulati nei cimiteri, luoghi ad essi specificamente riservati, dopo la cerimonia funebre, durante la quale è consuetudine vestirsi di nero in segno di lutto; l’allegria è bandita dal rito, poiché ritenuta inappropriata.

Tuttavia, nel mondo esistono moltissime tradizioni funerarie, spesso assai distanti dal nostro modo di concepire la morte: in molte culture, non solo non esiste il concetto di bara o cimitero, ma cambiano anche i colori del lutto (bianco o rosso) e soprattutto lo spirito con cui i morti vengono onorati. In diversi paesi, infatti, il funerale rappresenta una cerimonia festosa, in cui l’ultimo saluto ai propri cari si trasforma in un’occasione per celebrare la famiglia con musica, danze e cibo.

Nella cultura indù, ad esempio, non esiste l’idea di resurrezione: la morte riguarda solo la carne, mentre l’anima, e cioè la persona, si distacca semplicemente, talvolta reincarnandosi. Il funerale è dunque la celebrazione dell’anima finalmente libera: non esistono pompe funebri, e il defunto resta a casa per essere cremato entro 24h insieme a dei fiori; il giorno della cremazione non si cucina, perché è offensivo accendere fuochi. Per i 12 giorni di lutto previsti, la famiglia segue alcuni rituali: non entra in luoghi sacri, non prende parte a cerimonie religiose né eventi sociali, non visita amici né parenti; al termine, si svolge una grande festa in onore del proprio caro.

In Cina, il rito funebre prevede invece la cremazione prima della cerimonia; le ceneri vengono conservate fino al giorno della sepoltura, durante la quale vengono sparati razzi, considerati di buon auspicio per l’anima del defunto, e deposte pietanze sulla tomba. Il funerale viene preso molto seriamente nella cultura cinese: una cattiva organizzazione potrebbe portare sventura all’intera famiglia. La ricchezza del rito, ovvero la quantità di cibo e il numero di partecipanti, dipendono soprattutto dal prestigio della famiglia, ma anche dall’ età del defunto e dalla causa di morte. Dopo la cerimonia, tutti i vestiti indossati dai familiari vengono bruciati per scongiurare la sfortuna associata alla morte; il lutto dura almeno 100 giorni.

Esistono anche tradizioni bizzarre: nelle Filippine, i morti vengono seppelliti all’interno di alberi cavi, o addirittura tumulati sotto la cucina di casa; in Ghana, è usanza sostituire le comuni bare di legno con casse fantasiose che rappresentano il lavoro o le passioni del defunto, come auto, animali o libri.

Negli ultimi anni, poi, ha preso piede la cosiddetta "sepoltura ecocompatibile": il corpo, senza sostanze di imbalsamazione, si decompone nel terreno fungendo così da concime naturale per le piante. Un funerale ecologico, insomma, che dalla morte fa nascere altra vita.

Silvia Giovanniello
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