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Il piccione viaggiatore

20-11-2017 14:58

Primi freddi: cosa meglio del tè per scaldarsi?
Dall'Oriente all'Inghilterra, la bevanda più apprezzata per le merende invernali
 
Cosa c’è di meglio di una bevanda calda per riscaldarsi con i primi freddi? Ebbene, il è sicuramente la bevanda più apprezzata per le merende invernali, oltre ad essere la più diffusa al mondo dopo l’acqua.

Il tè, decotto di foglie di Camelia sinensis talvolta miscelate con erbe o spezie, è spesso legato fin dall’antichità a cerimoniali che esistono ancora oggi: in molte culture si ritrovano riti tradizionali di preparazione e degustazione del tè, con predilezione per particolari varietà (tè nero, verde o bianco a seconda della fermentazione delle foglie) a cui vengono aggiunte spezie locali o altre essenze.

Le prime cerimonie del tè sono nate in Cina: da medicinale e tonico per la preghiera dei monaci, il tè si è trasformato ben presto in un vero e proprio rito sociale, tanto che servirlo rappresenta un gesto di rispetto verso gli ospiti, soprattutto se anziani o di alto rango. Ogni famiglia possiede un set per il tè, che comprende una teiera, pinze per manipolare le tazze bollenti, e un cucchiaio di bambù per dosare le foglie; il rituale si chiama “Kung Fu Cha”, e richiede una cura scrupolosa. Esistono persino “case del tè”, equivalenti cinesi dei pub, luoghi di socializzazione e incontro che in passato sono state sedi di alleanze politiche.

Il rito del tè è molto diffuso in tutto l’Estremo Oriente. In Giappone, addirittura, è così radicato da avere influenzato lo sviluppo della ceramica; può durare anche diverse ore, e prevede l’utilizzo di un’unica tazza che passa fra gli ospiti. Nella cerimonia giapponese si utilizza una particolare variante di tè verde dal colore brillante, chiamata “matcha”, da cui si ottiene una bevanda densa definita poeticamente “spuma di giada”. Il tè è insomma in molte parti del mondo assai diverso dalla bevanda che conosciamo: in Pakistan, il tè tradizionale si chiama “Noon Chai” ed è un tè rosa allungato con latte, pistacchio, mandorle e spezie, mentre in Tibet viene bevuto miscelato a burro di yak e sale, perché l’alto contenuto di grassi aiuta a combattere il freddo; a Taiwan, l’aggiunta di latte, frutta e perle di tapioca ha trasformato il tè in un vero e proprio cocktail dissetante. Il consumo di tè è dunque diffuso in tutte le culture: in India è famoso il profumato Chai, aromatizzato con zenzero e spezie, mentre in Marocco bere tè alla menta è un rito tipico a fine pasto.

Il paese più famoso per il suo rito del tè è però senza dubbio l’Inghilterra: il celebre “tè delle cinque” è quasi un simbolo nazionale conosciuto in tutto il mondo. Il cerimoniale inglese è quasi un evento mondano, con raffinati servizi di porcellana pregiata con cui agli ospiti viene servito il tè più adatto all’aggiunta di latte,
accompagnato da dolci e tartine se non direttamente dalla cena. Un momento talmente sacro e irrinunciabile che pare non vi rinunci, nonostante gli impegni, nemmeno la Regina.

Silvia Giovanniello
2017 - Riproduzione Riservata
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