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Presente Digitale

13-02-2018 14:33

I musei italiani: sempre più tecnologici, dal teatro allo spazio
Le strutture si stanno attrezzando con sistemi per aumentare l'offerta ai visitatori
 
Già il Giappone, celebre per la sua vena tecnologica, aveva lasciato tutti a bocca aperta quando erano state presentate al mondo le due guide-robot del National Museum of Emerging Science and Innovation, che nella voce e nell’aspetto sembravano umane a tutti gli effetti. Dopo passi così lunghi, anche l’esperienza della fruizione d’arte non può che adattarsi all’incipiente innovazione e trovare dei modi sempre nuovi per parlare una nuova lingua tecnologica.

Anche l’Italia sta muovendo passi da gigante in questa direzione, con Milano che fa da capofila nell’abbracciare le tecnologie più nuove. Nel capoluogo lombardo infatti il Museo della Scienza e della Tecnologia ha inaugurato una collaborazione con Sony
Interactive Entertainment Italia per lanciare due esperienze di realtà virtuale, Apollo 11 Virtual Reality e The Martian Virtual Reality Experience. Lo strumento tecnologico da utilizzare saranno i visori PlayStationVR: indossandoli, sarà possibile muoversi attraverso 14 postazioni, dallo spazio a zero gravità fino all’interno di una nave spaziale di 50 anni fa e sarà possibile anche guidare su Marte, proprio come fanno
gli astronauti.

Anche il Castello Sforzesco di Milano non si fa mancare niente dal punto di vista della tecnologia: Beyond the Castle, che verrà lanciata a marzo, è un’esperienza virtuale in cui, indossando un visore, gli ospiti diventeranno arcieri del XV secolo: in questa dimensione potranno giocare con altre 5 persone sotto le sembianze di avatar, muoversi all’interno della torre falconiera e scoprire le armi e le invenzioni dell’epoca.

Anche al museo del Teatro alla Scala l’innovazione è arrivata. Ogni sala ha un totem touch che i visitatori possono usare per decidere quale percorso fare tra sei diverse possibilità. In questo modo si può scegliere una visita al museo personalizzata e basata sui propri gusti: grazie ai beacon, dispositivi che si collegano via bluetooth alle app dei visitatori, si possono vedere molte più immagini e leggere un numero di informazioni molto più esteso rispetto a quelle che si trovano nelle audioguide o nelle brochure informative.

Martina Guarneri
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