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Provincia

08-02-2018 09:26

La ricomparsa del lupo in Valsesia
Fra passato, presente e futuro
 
Il lupo è tornato in Valsesia dopo quasi 100 anni? La domanda pare avere una risposta positiva, dopo quanto successo nelle ultime settimane. La ricostruzione viene fatta oggi, giovedì, dall’Ente di gestione delle aree protette.

Novembre 2017
Viene accertata la presenza di un insediamento, fra Val Sessera e Valsesia, di un branco di lupi. È il primo nel Piemonte settentrionale dopo più di un secolo dalla sua scomparsa. Dai documenti presenti all’archivio di Stato di Vercelli risulta infatti che le ultime catture risalgono al biennio 1808-1809 fra Varallo e a Rimasco. Nel 1821 c’è poi la notizia relativa a Borgosesia, mentre le ultime informazioni sono nel 1827 a Camasco e nel 1850 a Piode.

Dicembre 2017
Uno sciatore avvista e fotografa un esemplare ferito in Val Sessera. Il Cai di Borgosesia si attiva subito e due guardiaparco e un agente di vigilanza della provincia di Vercelli iniziano le ricerche. Poco dopo trovano il cadavere dell’animale vicino alla Bocchetta della Boscarola a  Scopello. L’esemplare viene quindi trasportato nella cella frigorifera del Comprensorio alpino di caccia di Varallo. L’autopsia fa emergere che la morte era avvenuta per cause naturali. L’animale è risultato denutrito - pesava circa 19 kg - e aveva segni di morsicatura sul collo e sul torace nella parte anteriore.

Il Progetto Life WolfAlps
Ha l’obiettivo di realizzare azioni coordinate per lo studio dello sviluppo della popolazione alpina del lupo e per la ricerca di strategie funzionali ad assicurare una convivenza stabile tra gli animali e le attività economiche tradizionali,: sia nei territori dove il lupo è presente da tempo, sia nelle zone in cui il processo di naturale ricolonizzazione è attualmente in corso. Il 22 gennaio 2018 la Provincia stabilisce l’affidamento dell’esemplare all’Ente di gestione delle aree protette della Valsesia, il quale provvederà alla preparazione tassidermica della pelle e al montaggio dello scheletro che renderanno possibile la conservazione dell’animale, restituendogli una posizione e un aspetto naturali utili per attività di informazione, scientifiche e didattiche.

In primavera
L’allestimento sarà corredato da materiale informativo e documentario, che illustrerà le modalità del processo di ricolonizzazione della specie attraverso la dorsale appenninica e quindi sulle alpi, delle conseguenti problematiche emerse sui territori rioccupati, per il timore – infondato - di attacchi alle persone e per le predazioni al bestiame domestico incustodito, degli aspetti positivi dal punto di vista naturalistico – come il riequilibrio ecologico - connessi al suo ritorno, nonché del patrimonio di conoscenze, memorie e credenze diffuse nella popolazione su una specie scomparsa dalla Valsesia a fine ‘800.

Matteo Gardelli


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Andrea Cherchi

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