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Provincia

19-10-2019 06:26

Borgo Vercelli: la favola a lieto fine del cane Giampa
Prima l'abbandono ora l'affido definitivo dopo l'adozione del sindaco
 
Ha un lieto fine la storia del cane Giampa, protagonista di un’ordinanza da parte del sindaco di Borgo Vercelli, Mario Demagistri. Giampa, cane di taglia media, tra i 10 e i 12 chili, di circa quattro anni d’età, ora è andato ad abitare in Svizzera dai suoi nuovi proprietari.

La sua storia triste inizia a fine aprile, quando arriva una segnalazione al municipio di Borgo Vercelli: Giampa non è ben gestito, e di conseguenza soffre. Dopo la segnalazione, Demagistri il 4 maggio richiede l’intervento di un operatore del canile 'Quattro zampe nel cuore' di Rovasenda, con il quale il Comune di Borgo Vercelli ha attiva una convenzione per gestire il randagismo canino. Il canile così prende in carico e in custodia l’animale.
L’Asl di Vercelli il 29 agosto conferma che il cane è ancora ricoverato al canile di Rovasenda e che la legittima proprietaria non ha fatto alcuna richiesta per ritirarlo. La proprietaria nel frattempo ha lasciato Borgo Vercelli, emigrando in un’altra città, ed inoltre è impossibile entrare in contatto con lei al numero di telefono fornito. Per legge, essendo trascorsi 60 giorni senza che il cane sia reclamato, Giampa può dunque essere ceduto a privati o ad associazioni protezioniste.

Dopo tre mesi di permanenza in canile, Demagistri quindi ordina che sia tolta la proprietà alla signora, così da consentire la sua adozione a terzi. Il primo cittadino autorizza perciò il direttore del canile “Quattro zampe nel cuore” a trasferire la proprietà di Giampa al sindaco di Borgo Vercelli e ad affidarlo a chi ne faccia domanda per l’adozione.

Cosa che avviene col suo trasferimento in Svizzera, dove ora si trova molto meglio: "Giampa è un ottimo cane, non era un randagio ma stava vivendo una vicenda dolorosa - spiega Luciano Lazzarato, responsabile di 'Quattro zampe nel cuore' -. Siamo felici che abbia trovato una nuova casa. E’ andato a vivere in Svizzera dove il fenomeno del randagismo è molto più contenuto che in altri Paesi. La nostra associazione partecipa a un progetto dell’Asl dal titolo 'Il paziente fragile' che è rivolto alle famiglie in difficoltà: in questi casi l’animale domestico ne risente e alla lunga può subire traumi o diventare randagio. Noi preleviamo questi cani, li rimettiamo in sesto curandoli e poi gli troviamo una casa. Solo in questi giorni con questa modalità sono arrivati nove cuccioli e sette adulti".

Fabio Pellizzari
2019 - Riproduzione Riservata


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