venerdì

, 15 dicembre 2017

ore 09:13

Andiamo al cinema

22-09-2017 14:55

Imparando ad aprire gli occhi
Il film 'Il colore nascosto delle cose'
 
Ricevere degli insegnamenti da chi ha avuto sfortune nella vita che lo hanno costretto a crescere è la più grande lezione di vita che un essere umano possa apprendere. Il racconto di esperienze e di vissuti che hanno generato nel malcapitato una forza tale da rialzarsi sono un importante esempio da prendere in considerazione.

Il film di questa settimana che si muove in questi termini è 'Il colore nascosto delle cose', regia italiana di Silvio Soldini con Valeria Golino e Adriano Giannini.  Lei, non vedente dall'età di sedici anni e lui, che con gli occhi ci lavora, regolando la sua vita sul mondo del visuale e della pubblicità.    
                
Entrambi hanno due vite molto diverse, ma che per puro caso si intrecciano, lasciando che ognuna delle parti ne esca cambiata e arricchita. È un film drammatico e sentimentale quello che racconta la storia di questa coppia: una donna e un uomo che decidono di perseguire la via dell'amore sulla base della loro affinità mentale. Sembra proprio che da questa mentalità così raffinata di Valeria, nel film Emma, il protagonista Giannini, nel film Teo, si sia follemente innamorato accantonando la sua vita molto libera e superficiale per approdare in un mondo fatto di luci, ombre e colori sfocati, nel quale i contorni netti si disperdono e ciò che conta non può che essere solo la sostanza e non l'apparenza.

Vivere con l'incapacità di vedere è una paura che oggi spaventa tutti noi. Noi che ora più che mai ci troviamo immersi in un mondo in cui tutto colpisce il senso della vista in modo dirompente rispetto a tutti gli altri sensi. nImmagini, filmati e animazioni si susseguono davanti ai nostri occhi come un rito quotidiano e senza che noi ce ne rendiamo conto cominciamo ad essere sempre più dipendenti dal mondo audiovisivo. Un mondo che se venisse a mancare porterebbe via con sè una grande parte della nostra identità 2.0.

Ebbene ciò che Soldini ci vuole comunicare con questa pellicola e di non smettere mai di pensare che tutto ciò che ci circonda non sia dato per scontato, è importante dare valore alla nostra quotidianità e a tutte le cose che di essa fanno parte con la consapevolezza che molto di ciò che appare in superficie nasconde qualcosa di ancora più prezioso al suo interno. Saper cogliere la profondità quando tra le mani si hanno a disposizione tutti i mezzi per vivere in modo semplice e immediato risulta davvero difficile, ma ciò che conta è provare ad avere l'umiltà di indagare, di scavare a fondo e arrivare appunto a toccare il colore nascosto delle cose.
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Vercelli, piazza Cavour

Samuele Giatti

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