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06-10-2017 10:27

Emoji. Accendi le emozioni
Il film d'animazione è diretto da Tony Leondis
 
Dopo il successo del film d’animazione 'Inside Out', che ci portava direttamente alla scoperta di un mondo all’interno del nostro cervello, esce nelle sale un nuovo film per adulti e bambini dal titolo 'Emoji. Accendi le emozioni'.

Il film d’animazione, diretto da Tony Leondis e distribuito da Warner Bros, mostra un mondo che questa volta si trova ad essere all’interno del nostro smartphone, obbligandoci a ragionare su quali meccanismi siano alla base dei nostri semplici e meccanici gesti nell’inserire una emoji nei nostri messaggi e nelle nostre chat. È bene utilizzare la parola 'emoji' poiché nel film ad essere rappresentate sono delle vere e proprie 'faccine' con tutte le caratteristiche proprie delle immagini e con tratti simili a volti umani.

Le emoji sono infatti una cosa diversa rispetto alle 'emoticon' che vennero inserite nel linguaggio comunicativo da Scott Fahlman nel 1982 utilizzando solo elementi di testo quali punti, virgolette, parentesi, altri elementi di punteggiatura e altre lettere dell’alfabeto. Un emoticon “ :-) “ o “ :-( “ ha l’obiettivo di fornire attraverso l’immagine l’infomazione sullo stato d’animo o sul tono dell’affermazione, difficile da recepire in un qualsiasi testo scritto.

L’emoji invece venne inventata più tardi rispetto alle emoticon (emotion icon) nel 1998 da un’azienda giapponese di comunicazioni, la NTT DoCoMo, che mutó dunque la punteggiatura in vere e proprie immagini che hanno bisogno di un software in grado di leggerle. Il mondo che appare sullo schermo è dunque abitato da una serie di personaggi dalle fattezze umane tra cui spicca l’emoji Gene che, al contrario degli altri, è l’unico a non avere un’unica espressione. Il protagonista dovrebbe corrispondere all’espressione 'bah' indice di perplessità e disincanto, ma non riesce ad esprimere questo solo stato d’animo arrivando dunque ad essere classificato da Smile, la perfida capobanda della tribù degli emoji, come difettoso e da eliminare.

Da questo momento inizia la fuga di Gene con due suoi amici: Ghimmi 5, l’emoji del dammi il cinque che vorrebbe tornare ad essere tra i preferiti di Alex, il proprietario dello smartphone, e l’hacker Rebel. Ad essere esaltato è dunque il mondo del digitale a cui ogni giorno siamo abituati o meglio, assuefatti, e il regista ci invita a riflettere su come certe scelte possano determinare vari meccanismi di cui neanche riusciamo a renderci conto. Trasmesso in chiave fantastica ciò che mostra la pellicola è la presenza di uno strato sottostante con un proprio codice munito di regole e convenzioni che sfuggono agli utenti.

È evidente che il fim sia inserito in un quadro attuale che coinvolge la maggior parte della popolazione mondiale che vive, da un po’ di anni a questa parte, nell’era del digitale e che forse non è ancora riuscita a comprendere il grande potenziale che le tecnologie stanno avendo nei nostri confronti.

Edvige Danna
2017 - Riproduzione Riservata
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