sabato

, 18 novembre 2017

ore 07:34

Andiamo al cinema

04-11-2017 09:00

'Non c'è campo': come sarebbe la nostra vita senza smartphone?
Vanessa Incontrada nella nuova commedia di Federico Moccia
 
Come sarebbe la nostra vita se non ci fosse campo? Se non potessimo utilizzare i nostri smartphone e se fossimo costretti ad una comunicazione non virtuale?
La nuova pellicola di Federico Moccia pone proprio questi interrogativi, ambientando la narrazione in un piccolo paesino pugliese isolato dal mondo e che sembra astenersi dalla tecnologia e dalla modernità. I protagonisti assoluti della commedia italiana sono i giovani, i figli del digitale, che si trovano costretti a far fronte ad una mancanza che sembra essere incolmabile in un primo momento.

A soffrire di questo distacco dalla tecnologia sono anche gli adulti tra cui l’insegnante Laura, interpretata da Vanessa Incontrada, organizzatrice della gita culturale con lo scoop di far conoscere l’artista internazionale Gualtiero Martelli.
Durante la settimana i ragazzi scoprono nuove modalità di rapportarsi col mondo e anche con gli altri senza avere alcun bisogno di un medium che faccia da intermediario. Non si affacciano al mondo dell’arte guardando i quadri tra gli elenchi delle immagini di Google, ma vivono a pieno l’esperienza artistica, diventando così artefici della loro storia e non più semplici spettatori.

L’idea che ne deriva è quella di riscoprire i semplici piaceri della quotidianità, rappresentata per esempio da Moccia in una partita di calcio improvvisata, e di vivere e toccare con mano una realtà non filtrata.
È un mondo che agli occhi dei giovani può apparire come surreale, ma che in realtà era parte del quotidiano dei nonni che hanno saputo vivere e divertirsi senza alcun supporto.

Si è lontani dal mondo perché fuori da un universo tecnologico ma in realtà si è più dentro il mondo di quanto si possa pensare. Un mondo reale e vivo che si dispiega davanti agli spettatori lasciandoli increduli di quanto piccolo oggetti come gli smartphone possano contribuire in modo irreversibile al cambiamento percettivo della realtà, plasmandola e mascherandola.

Lo smartphone e la rete permettono di avere miliardi di informazioni sugli argomenti più svariati, ma non fanno altro che segregare i fruitori della tecnologia in un mondo a parte, isolati e lontani dall’esperienza sinestetica del reale.
Moccia ci insegna dunque a saper vivere anche senza quella tecnologia che oggi crea più dipendenza di una sigaretta; per liberarci dalla catena delle notifiche non bisogna far altro che uscire dalle mura di casa ed esplorare il mondo ad occhio nudo e non attraverso l’obiettivo di una fotocamera.

Edvige Danna
2017 - Riproduzione Riservata
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