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Andiamo al cinema

01-12-2017 14:07

'Gli sdraiati' dalla parte dei papà o dalla parte dei maggiorenni?
Claudio Bisio protagonista di una pellicola sul rapporto tra genitori e adolescenti di oggi
 
Un film che accontenta le generazioni dei “non più giovincelli” avvezzi a pronunciare il solito slogan: “non ci sono più i giovani di una volta, quando eravamo giovani noi”. Sembra proprio che la nuova pellicola di Francesca Archibugi, tratta dal best seller di Michele Serra, si rivolga a quel pubblico di genitori che vivono il periodo adolescenziale dei propri figli con una sorta di repulsione mista a nostalgia. Si genera una sorta di oscillazione tra l’insegnare a vivere e il lasciar vivere, scelte che spesso i genitori hanno difficoltà a gestire.

Il protagonista è Giorgio Selva, interpretato da Claudio Bisio, un celebre giornalista televisivo che ha un rapporto conflittuale col figlio diciassettenne Tito. Ciò che emerge fin dalle prime scene è la messa in macchina della quotidianità, di piccoli gesti in cui ogni figlio e ogni genitori possono riconoscersi: la luce mai spenta, il dentifricio mai chiuso, le felpe lanciate e appallottolate; insomma episodi quotidiani che sono sintomo di una fase della vita difficile sia per chi la vive e sia per chi la vede vivere: l’adolescenza. Il periodo che rappresenta un vero e proprio inno alla vita, in cui non c’è tempo da perdere, ogni occasione deve essere colta e ogni invito va accettato in barba a regole e doveri.

A casa si fa il meno possibile, ciò che deve rappresentare il massimo sforzo per i neo adolescenti è lo spostamento del pollice sui tasti del telecomando e se questo si trova lontano dal divano? Bè allora sarà un urlo a partire invitando la mamma o il papà a prenderlo al posto loro. Una condizione questa che inevitabilmente fa accapponare la pelle a chi ricopre un ruolo fondamentale nella vita del “giovane sdraiato”.

La vita dell’adolescente si sviluppa in un ciclo ben preciso: casa, scuola, divano, festa; chiunque osi rovinare i piani o i progetti dell’adolescente non godrà di vita facile, perché loro, anche se pigri, sono vendicativi e con le parole sanno ferire molto bene.

Non è affatto semplice il mestiere dei genitori che in questi anni della vita del proprio figlio/figlia si ritrovano ad affrontare il compito più duro e psicologi o educatori non bastano a comprendere che cosa passi per quelle teste vogliose di libertà e vita. Non resta ai padri e ai figli di imparare ad apprezzarsi reciprocamente e capirsi con la consapevolezza che entrambi, uno per l’altra, sono fondamentali.

Edvige Danna
2017 - Riproduzione Riservata
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