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, 22 febbraio 2018

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Andiamo al cinema

12-01-2018 14:29

'Ricordati che devi morire, con gioia e con stile però'
L’ultimo capolavoro Disney che riesce a farci apprezzare la morte: 'Coco'
 
Che poi quale sia il vero scopo della vita ce lo chiediamo da anni, da millenni; cosa
accadrà dopo la morte? Quale mondo ci attende? Tutti interrogativi che animano il
dibattito umano fin dagli albori della vita. Alcuni abbracciano la soluzione religiosa cristiana in base alla quale l’uomo andrà in Paradiso o all’Inferno a seconda del comportamento tenuto in vita, altri pensano che dopo la morte non ci sia nulla e si sprofondi in quello che comunemente viene chiamato “sonno eterno”, altri ancora credono che vi sia un ricongiungimento con l’infinito; insomma una domanda che resta aperta e che pone migliaia di ipotesi alle quali neanche la scienza è ancora riuscita a dare una risposta definitiva.

Per il momento possiamo basarci solo su racconti di persone che hanno affrontato un periodo di coma e che descrivono un tunnel di luce e ricordano di non aver avuto
alcuna intenzione di tornare al di qua. Sapere quale sarà il nostro destino post-mortem è dunque un interrogativo frequente, ma spesso ciò su cui riflettiamo è il sapere che i nostri cari andati in cielo abbiano un ricordo di noi, ci sorveglino, ci stiano accanto nei momenti bui e festeggino le nostre conquiste. Abbiamo bisogno di sentire la loro vicinanza perché la loro assenza è stato per ognuno di noi un trauma, una sofferenza che col tempo si allevia, ma che non svanisce mai del tutto. L’affetto di un nonno che spinge l’altalena di un bambino non si può comprare, si può solo vivere e quando viene a mancare non resta che provare a riviverlo attraverso il ricordo. Gli occhi di una madre o gli occhi di un padre perduto restano vivi nella mente di un figlio, ma per riuscire a mantenere lucido e nitido quel ricordo bisogna ricorrere all’ uso delle fotografie.

La fotografia in questo senso ha il grande vantaggio di regalarci una realtà perduta rendendola immortale tanto che i singoli scatti ci danno l’impressione che il nostro caro sia ancora in mezzo a noi, ad apprezzarci e ad ammirarci più di quanto facesse in vita. La grande ricchezza dell’uomo è quella di immaginarsi realtà che sollevino dal mero ordinario spesso corrotto e nel quale non si riesce a trovare la piena felicità, realtà che contribuiscono a rasserenarci l’esistenza e a trovare alternative più vivibili rispetto al mondo contemporaneo.

È con l’ultimo film d’animazione che riusciamo a volare dentro un mondo che da sempre abbiamo immaginato, costruito, voluto e che finalmente ci appare sotto i nostri occhi più vero che mai: il mondo della anime. “Coco”, film della Disney diretto da Lee Unkrich e Adrian Molina, mostra come l’amore e l’affetto siano i più grandi motori del mondo in grado di modificare i destini delle persone e allo stesso modo capaci di unire il mondo terreno con quello soprannaturale dove abitano coloro che hanno lasciato un vuoto nella nostra vita.

La Disney con questa innovazione straordinaria, per il tema trattato in un cartone
animato e per la forza delle risposte che si presuppone di dare ad adulti e bambini,
è riuscita a lanciare un messaggio di speranza a tutti coloro che chiusi al buio nella
loro camera piangono intere giornate i loro defunti; ora, grazie alla mediazione della
cinematografia, sappiamo che i nostri cari fanno ancora parte della nostra vita,
vivono semplicemente in un mondo diverso dal nostro, ma non smetteranno mai di
amarci e di essere al nostro fianco giorno dopo giorno. Ciò che spetta all’umanità è
quella di ricordarli per tenere vivo quel legame che né oggi né domani potrà mai spezzarsi. Un capolavoro che riesce in modo brillante a dare luce ad un tema buio
come quello della morte, che si veste di colori e presenta tratti gioiosi.

Edvige Danna
2018 - Riproduzione Riservata
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