venerdì

, 20 ottobre 2017

ore 09:08

Usi e abusi dei farmaci

20-09-2017 14:24

Nuove frontiere per la cura della sclerosi multipla
La rubrica di Martina Guarneri
 
Una recentissima ricerca pubblicata su “Cell Reports” nell’agosto del 2017 ha evidenziato che nella flora intestinale è presente un tipo di batterio che potrebbe essere utilizzato come terapia contro la sclerosi multipla. Questa patologia autoimmune determina nei pazienti un progressivo danno neurologico poiché il sistema immunitario non riesce più a funzionare correttamente, distruggendo così la mielina, una guaina che riveste i nervi e permette la corretta conduzione elettrica nel nostro corpo.  

La perdita di mielina, chiamata “demielinizzazione”, compromette la capacità di nervi di condurre correttamente gli impulsi da e per il cervello. Dai dati ottenuti è emerso che pazienti affetti da sclerosi multipla mostrano delle alterazioni a livello della flora intestinale, in particolar modo sono carenti, se non del tutto privi, del batterio Prevotella histicola. In aggiunta, i pazienti affetti dalla malattia mostrano un aumento della presenza ti due ceppi di Streptococco (oralis e mitis).

Questi ultimi, in condizioni fisiologiche, solitamente risiedono nella cavità orale e hanno capacità infiammatorie. Questo risultato è molto significativo in quanto è bastato isolare e prelevare dalla flora intestinale di soggetti sani il batterio in esame e successivamente iniettarlo nell’intestino gli animali affetti da sclerosi multipla. I risultati ottenuti dei ricercatori sono stati incoraggianti, poiché si è potuto notare un miglioramento nel quadro neurologico dei topolini malati. La concentrazione di proteine che causano l’infiammazione è diminuita, mentre la concentrazione di cellule immunitarie, come linfociti T e cellule dendritiche, ha evidenziato un netto aumento.

I risultati ottenuti sono ancora da indagare più nel dettaglio, per capire meglio e precisamente quali siano i meccanismi che regolano queste alterazioni. Sicuramente questo studio, insieme ad altri, potrebbe condurre la medicina ad un nuovo stadio: quello in cui I batteri possono essere utilizzati come farmaci veri propri per la cura di patologie.
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