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, 25 maggio 2018

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Sport

14-05-2018 15:26

Emozioni
Quattro anni che nessuno dimenticherà mai: arrivederci, Serie B
 
Alla fine Ettore Marchi è in piedi davanti al suo popolo: braccia aperte, un solco lungo il viso che è più di un semplice sorriso. Un blocco di tifosi che si stropiccia gli occhi: un mix di padri che avevano pianto a Pontedera e di figli che erano invece migrati a Modena il 10 giugno 2012. Il bomber di Gubbio esulta: ha appena segnato il secondo gol (saranno poi tre) al Bari.

A 48 ore dalla matematica retrocessione in Serie C, dopo aver sfogliato la margherita dei ricordi, ho scelto quest'immagine per cristallizzare gli ultimi quattro anni di Serie B. E' stato fra i punti emozionali più alti. Era la squadra di Cristiano Scazzola: dominava e triturava al Silvio Piola qualsiasi formazione le passasse davanti. Fece un girone di andata da playoff, poi la sfortuna - si fecero male Ronaldo e lo stesso Marchi - le remò contro e la costrinse a una (meritata) salvezza all'ultimo respiro.

No, aspettate.

C'è stato (forse) solo un momento superiore a questo. Ferrara, stadio 'Paolo Mazza'. Undici leoni, al comando di Moreno Longo, che rovinano la festa Serie A alla Spal: il pullman scoperto era già pronto, la piazza attendeva la festa ma... Ma quella squadra si buttò nel fuoco e conquistò tre quarti di salvezza con quello 0-0. Andò a un centimetro dalla grandissima impresa, se solo la sfortuna non avesse fatto stampare sul palo esterno la conclusione da fuori area di Fabio Eguelfi.

Fermi tutti!

Siccome sono l'eterno indeciso, c'è anche un altro momento. Mattia Mustacchio che corre a perdifiato sul campo dello stadio Arechi di Salerno. Ha appena segnato la sua personale doppietta. Due gol che consegneranno una vittoria storica alla squadra di Claudio Foscarini. Quella sera, ricordo come se fosse ieri, un amico mi fece notare: All'Arechi non ci ha mai vinto manco Ronaldo... Controllai, aveva ragione. Siamo davvero tutti eroi per un giorno, come cantava il Duca Bianco.

C'eravamo abituati bene. Eccome.

Purtroppo l'anno prossimo non si giocherà al sabato pomeriggio, le partite non saranno tutte in Tv - faceva 'figo' dire: Ci sei domani? No, c'è la Pro Vercelli su Sky Sport - e bisognerà entrare nell'ottica che da Salernitana-Pro Vercelli si passerà ad Albisola-Pro Vercelli. Cercare i colpevoli è esercizio che lasciamo ad altri. Così come il sempre complicato gioco dello schierarsi. D'altronde non c'è una parte giusta, nè una sbagliata. C'è un dato: non siamo più in Serie B. La memoria, dicevamo, dovrà riprendere gli allenamenti perché, non nascondiamocelo, sarà dura risalire. La prossima Lega Pro sarà ben diversa da quella che, nel 2013-2014, vide protagonista la 'squadra di un altro pianeta' allenata sempre da Cristiano Scazzola. Ci saranno, stando alle ultime dichiarazioni, le seconde squadre dei club di A. Il campionato, già ora, è più complicato anche di quello dei Ragazzi del 10 Giugno di Maurizio Braghin. O si vince da primi o si entra nell'inferno dantesco  dei playoff unici che non sempre premiano i più forti (e l'Alessandria, ad esempio, lo sa molto bene).

Questa retrocessione rappresenterà un vero e proprio spartiacque, dunque.

Ma adesso non mi interessa.

Davanti agli occhi c'è ancora la rovesciata di Mustacchio a Perugia. Nelle orecchie risuona il "Vives, Vives" urlato dopo il coast to coast con la Virtus Entella. E poi, e poi... Basta fermarsi et voilà, il  boato al gol di Rolando Bianchi contro l'Hellas Verona e quelli per le punizioni di Ronaldo contro il Catania e contro il Crotone.

Sì, ci eravamo abituati bene.

Prima di salutarti, straordinaria Serie B, permettete la citazione di un telecronista di Sky Sport. "Emmanuello, guarda il pallone, calciaaaa...!".

Sì, per tutto questo dev'essere solo un arrivederci e non un addio.

Matteo Gardelli
2018 - Riproduzione Riservata


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