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14-03-2015 10:07

Può un portiere reinventarsi attaccante?
TEMPI SUPPLEMENTARI - La storia di Marco Ballotta
 
Può un portiere reinventarsi attaccante e segnare 24 reti in 37 incontri? Sì se si tratta di Marco Ballotta (classe 1964), un portiere che di record se ne intende essendo stato il più anziano giocatore della serie A (giocò il derby Roma-Lazio a 41 anni e 203 giorni). Il portiere ex Parma, Lazio e Inter tempo fa aveva deciso di giocare nel Calcara Samoggia, formazione emiliana di Prima Categoria. Fin qui niente di strano, se non fosse che arrivato nella sua nuova squadra ha deciso di appendere i guantoni al chiodo per trasformarsi in un bomber di razza, segnando 24 gol in 37 partite e risultando il capocannoniere della propria squadra. Storie di calcio, storie di un portiere che con l’età migliora e che ancora adesso che è ritornato a difendere i pali passando dal Calcara Samoggia al San Cesario. Marco Ballotta Iniziò la sua carriera in Interregionale con il Boca San Lazzaro, quindi passò al Bologna senza mai scendere in campo fino al passaggio al Casalecchio, dove collezionò 22 presenze. In seguito tornò al Bologna nel 1983 e rimase di proprietà del club rossoblù fino al 1985, anche se andò a giocare nel Modena nell’ottobre 1984. Militò con i canarini fino al gennaio 1991 collezionando 188 partite con due promozioni in serie B e una retrocessione in C1. Nel corso della stagione 1989/90, culminata con la promozione del Modena in B, stabilì il record assoluto per il minor numero gol di subiti in un campionato professionistico italiano (9 in 34 incontri disputati). Giocò per qualche mese del 1991 al Cesena, con cui esordí in A, venendo poi ingaggiato dal Parma dove rimase tre anni, giocando come secondo da titolare e vincendo una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Uefa. Dopo una stagione al Brescia nel 1994, guidò la Reggiana alla promozione in massima serie con Carlo Ancelotti in panchina, retrocedendo però nella stagione successiva. Nel 1997 passò alla Lazio dove rimase tre stagioni giocando saltuariamente (13 partite in tre anni). Figura tra i vincitori dello scudetto del 1999/2000, delle due Coppe Italia del 1997/98 e 1999/2000 e della Coppa delle Coppe 1998/99. Dopo un anno come secondo portiere all’Inter, tornò nel 2001 a giocare per tre anni da titolare nel Modena, con cui conquistò la promozione in A e una salvezza ottenuta all’ultima giornata con un pareggio per 2-2 in casa del Brescia sotto la guida del tecnico Gianni De Biasi, mentre nel terzo e ultimo anno con la casacca gialloblu retrocedette in B.  Dopo aver giocato la prima parte di campionato da titolare, Ballotta perse il posto a favore del collega Adriano Zancopè. Questo fu il suo ultimo anno con i canarini. Rimasto senza contratto, nell’autunno del 2004 fu ingaggiato dal Treviso contribuendo da portiere titolare alla prima promozione in A del club veneto: sconfitto ai playoff, il Treviso salì grazie alla retrocessione per illecito sportivo del Genoa e ai fallimenti di Torino e Perugia. Tornato alla Lazio nel 2005, partì come terzo portiere: i frequenti infortuni del titolare Angelo Peruzzi e della riserva Matteo Sereni gli consentirono di scendere in campo 8 volte, stabilendo il primato di anzianità per un giocatore di A. Le sue prestazioni gli valsero il rinnovo del contratto per la stagione 2006/07, conclusa con 11 presenze. Ritiratosi Peruzzi, il campionato 2007/08 ha visto Ballotta inizialmente riserva del giovane uruguaiano Fernando Muslera (acquistato al posto di Juan Pablo Carrizo), per poi conquistare il posto da titolare, disputando 29 partite (su 38) nonché tutte le 8 partite giocate dalla Lazio in Champions League. A fine stagione decise di ritirarsi dal calcio professionistico. Nella metà del novembre 2008 si reinventa attaccante in Prima Categoria con il Calcara Samoggia, segnando 24 reti in 37 presenze. Nelle seguenti stagioni viene riconfermato nella “rosa” del Calcara Samoggia, rimanendo attaccante ma senza ripetere i risultati della stagione precedente a causa di diversi guai fisici che lo tengono lontano dal campo per gran parte della stagione. Nel maggio del 2011, a causa di infortunio del portiere titolare Gennasi, torna tra i pali per la partita contro il Roteglia, vinta 3-0. Dopo una breve parentesi da dirigente, nel luglio 2011, con l’intenzione di tornare tra i pali, si accasa a 47 anni al San Cesario - squadra modenese di Prima Categoria - per poi invece debuttare ancora da centravanti in Casalecchio-San Cesario, e dopo soli dieci minuti mettere a segno un calcio di rigore. Per il resto del campionato giocherà in porta, risultando il terzo portiere meno battuto del girone. La stagione seguente torna al Calcara Samoggia di nuovo come centravanti totalizzando 19 presenze e 5 gol (4 dei quali su rigore). A fine stagione il Calcara Samoggia retrocede in Seconda Categoria, Ballotta rimane anche per la stagione 2013/14 e si alterna tra portiere e attaccante a seconda delle necessità della squadra. Nel luglio 2014 accetta il progetto dell’ambiziosa squadra di Castelvetro, neopromossa in Eccellenza e con l’obiettivo di puntare subito ai primi posti, inizialmente presentato come responsabile tecnico e preparatore dei portieri del settore giovanile, si ritrova nel corso della stagione prima temporaneamente come allenatore della squadra (prendendo il posto dell’esonerato Paraluppi), per poi lasciare il posto a Pivetti e successivamente torna tra i pali all’età di 50 anni, conquistando il posto da titolare della compagine emiliana. Che storia!
Paolo Sala
2015 - Riproduzione riservata


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