martedì

, 17 luglio 2018

ore 13:31

Vercelli

30-12-2017 08:00

Per il 2018 vorrei... una speranza per il futuro
Il meraviglioso mondo di Luigino
 
Caro diario ti scrivo, così mi distraggo un po’...

C’è una grossa novità, l’anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va. I dati della Caritas segnano un aumento della povertà (a me non interessa se siano italiani o stranieri, bianchi o neri, gialli o rossi). I posti di lavoro non stanno registrando quella crescita che in molti si auguravano, anzi. Se è vero che si fa presto a dire America, figurarsi a dire Amazon: è solo a portata di un clic. Pensavamo che il 2016 fosse stato un anno buio, ma solo perché non avevamo ancora fatto i conti con il 2017. La crescita registrata dai nostri principali partner economici dell’Area dell’euro, ho letto sul giornale di papà, è stata molto superiore alla nostra. Se in Italia negli ultimi 17 anni il Pil è aumentato di soli 2,6 punti percentuali (variazione calcolata su valori reali), in Francia l’incremento è stato del 21,7 per cento, in Germania del 23,7 per cento e in Spagna addirittura del 31,3 per cento.

Si esce poco la sera, compreso quando è festa. Perché la paura di non arrivare a fine mese ci 'brucia e ci spegne', caro amico mio. Non basta qualche gazebo ben illuminato o qualche lanterna volante: la speranza ha bisogno di nutrirsi di panem e non di circenses. E lo dimostrano i dati dell’Emporio solidale: oltre 700 famiglie della nostra città vanno lì per sperare di trovare una 'foglia da masticare col pane o una busta di vino per passare la fame...'.

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando... A furia di aspettare, però, invecchiamo. E diventiamo sempre più scettici. Ci dicono che sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno. Ci raccontano pure che ogni Cristo scenderà dalla croce. Intanto, però, ci mandano a ritirare le lettere di mora di luce, acqua e gas in un bar perché la gogna pubblica ai potenti è sempre piaciuta. D’altronde i poveri cristi 'finché non diverranno coscienti della loro forza, non si ribelleranno e, finché non si ribelleranno, non diverranno coscienti della loro forza'.

E senza grandi disturbi qualcuno sparirà. Il 2017 è stato l’anno con uno dei maggiori tassi di emigrazione che questo Paese ricordi: i giovani fuggono perché si sono rotti sia dei troppi furbi che dei cretini di ogni età.
L’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Io mi sto preparando. È questa la novità.

Dopo aver citato (un po’ a caso) Lucio Dalla, Francesco De Gregori e George Orwell, caro diario, ti saluto. E con te saluto il 2017. Non mi aspetto nulla dal 2018. Perché non sono uno di quelli che aspettava Godot - che non so chi sia, ma mio padre lo cita sempre - ma un bimbo che vive in un Paese senza più speranza nel futuro.

Luigino


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